Nuovo anno, nuova classe

Una prima osservazione utile

La storia

Una giovane insegnante, Clara, chiede consiglio a Maria Grazia, collega più esperta.

Clara: Vorrei un suggerimento. Tra poco inizio con una nuova classe, e vorrei iniziare bene. Tu come fai a comprendere cosa motiva i tuoi ragazzi? Cosa osservi? So che fai qualcosa di speciale perché ti adorano.

Maria Grazia: Le componenti e le variabili sono tante, e un po’ alla volta conoscerai i ragazzi uno per uno e potrai personalizzare le attenzioni. Ma per iniziare ci sono, secondo me, due elementi importanti: la tua passione, il tuo interesse per loro e l’amore per ciò che fai, e una sorta di osservazione preliminare.

  • C’è sempre quello che corre per essere interrogato, che chiede conferme di essere stato bravo, sempre elegante, impeccabile, attento agli abbinamenti di colori nei vestiti…
  • C’è sempre quello che sembra il più attento perché, se fai una domanda durante la lezione, risponde con le tue esatte parole e usa costantemente una logica stringente
  • E c’è sempre quello un po’ disordinato, confusionario, che chiede costantemente a cosa serve quello che insegni, o quello che deve studiare

Clara: sì, hai ragione, se penso alla classe che avevo lo scorso anno riesco e rivederli, esattamente così. Ma perché osservare proprio questo?

Domande

  • Perché osservare proprio questo?

Risposta

Perché osservare proprio questo?

  • Perché sono le caratteristiche principali che corrispondono al filtro sensoriale prevalente (visivo, uditivo e cinestesico). Al filtro sensoriale prevalente corrisponde il modo di vedere il mondo, e anche ciò che genera motivazione.
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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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