Modifica la tua mappa del mondo

Esercizio in visualizzazione guidata

Il concetto di Mappa del mondo è proprio della programmazione neurolinguistica (PNL). Per me è stato una rivelazione, quando ho studiato PNL, e mi è stato particolarmente utile: lo sai che rendendo più flessibile la tua mappa del mondo allarghi la tua zona di confort?

Ho studiato a lungo la PNL, ho frequentato molti corsi. E l’ho applicata per molti anni (lo faccio ancora) nella mia vita e nel mio lavoro.

Ho inserito molti concetti ed esercizi di PNL nei corsi che ho tenuto a chi opera in ambito salute: sono davvero utili.

Poi ho deciso di preparare un corso on line su Udemy Cosa me ne faccio della PNL?

Non è un corso tradizionale, non dà accesso a certificati. È un racconto, con spiegazioni di teoria, esercizi pratici, riflessioni, e alcuni esempi, di come si può usare la PNL nel quotidiano, nella vita e nel lavoro.

Ed è dedicato in particolare a chi si chiede se studiare la PNL e alle tantissime persone che hanno frequentato corsi di PNL, acquisito certificati, e poi non hanno mai usate realmente le nuove competenze.

Nel video allegato trovi un frammento del corso: un breve esercizio di mia invenzione che è piaciuto e servito a tanti.

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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