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Modifica la tua mappa del mondo

Esercizio in visualizzazione guidata

Il concetto di Mappa del mondo è proprio della programmazione neurolinguistica (PNL). Per me è stato una rivelazione, quando ho studiato PNL, e mi è stato particolarmente utile: lo sai che rendendo più flessibile la tua mappa del mondo allarghi la tua zona di confort?

Ho studiato a lungo la PNL, ho frequentato molti corsi. E l’ho applicata per molti anni (lo faccio ancora) nella mia vita e nel mio lavoro.

Ho inserito molti concetti ed esercizi di PNL nei corsi che ho tenuto a chi opera in ambito salute: sono davvero utili.

Poi ho deciso di preparare un corso on line su Udemy Cosa me ne faccio della PNL?

Non è un corso tradizionale, non dà accesso a certificati. È un racconto, con spiegazioni di teoria, esercizi pratici, riflessioni, e alcuni esempi, di come si può usare la PNL nel quotidiano, nella vita e nel lavoro.

Ed è dedicato in particolare a chi si chiede se studiare la PNL e alle tantissime persone che hanno frequentato corsi di PNL, acquisito certificati, e poi non hanno mai usate realmente le nuove competenze.

Nel video allegato trovi un frammento del corso: un breve esercizio di mia invenzione che è piaciuto e servito a tanti.

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La comunicazione non verbale e paraverbale sono in diretto collegamento con il nostro inconscio. Così, conoscere almeno i primi rudimenti di comunicazione non verbale aiuta a conoscere meglio gli altri, interpretare il loro pensiero, comprendere i loro bisogni. Aggiungo, per chi ha già qualche conoscenza di programmazione neurolinguistica, che la postura, i movimenti, il tono di voce, contraddistinguono le tre tipologie: visivo, uditivo e cinestesico. Ciò che, invece, probabilmente tutti sappiamo, ma non ci soffermiamo mai a riflettere in merito, sono i collegamenti tra stato d’animo ed elementi di comunicazione non verbale, e come questi possano davvero aiutarci a vivere meglio. È importante ricordare che esiste un collegamento reciproco tra stato d’animo e non verbale . Mi spiego meglio. Qualunque sia la nostra postura abituale, quando siamo tristi o preoccupati la nostra prima, spesso inconscia, reazione è quella di abbassare le spalle, incassare la testa, abbassare i bordi delle labbra (una sorta di sorriso al contrario). Quando siamo allegri la nostra postura è esattamente l’opposto. E allora? Testa alta, sorriso stampato, spalle bene in fuori: credetemi, non risolve i problemi, ma cambia subito l’umore, e lo spirito con cui affrontare quello che non va. Analogamente: se siamo in uno stato d’animo d’ansia il respiro si fa più corto e affrettato, il tono di voce più acuto e le parole escono molto più in fretta. Uno sforzo volontario per respirare a pieni polmoni, modulare il tono di voce e parlare più lentamente … e l’ansia si attenua. Provare per credere!
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