A scuola con Harry Potter: fare la differenza

Se pensi di essere troppo piccole per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara. Dalai Lama

Sono passati 20 anni dall’uscita nelle sale del primo film della saga di Harry Potter: è dunque facile trovare i film da rivedere. Io approfitto di questo anniversario per ricordare come alcuni passaggi dei film possono essere estremamente utili per trasmettere concetti e valori ai vostri alunni, e vi sfido a ritrovare sui libri questi stessi momenti.


Bambini, adolescenti (e adulti) hanno spesso timore di essere poco importanti, di non essere abbastanza.

Diventa dunque difficile identificarsi con Harry, il prescelto, anche se Harry Potter non ha certo manifestazioni di arroganza o superiorità.


Ron può aiutare: spesso sembra l’amico gregario, e lui stesso ha crisi di ruolo. Ma rimane pur sempre un protagonista, al centro della scena.


Io sono invece affascinata da Neville Paciock.

Nei primi anni, Neville è un ragazzino cicciottello e imbranato e, anche se a tratti emerge il suo coraggio, risulta sempre sullo sfondo.

Eppure è lui a fare la differenza nella battaglia finale.

È a lui che il Cappello parlante porge la spada di Grifondoro che, come sappiamo, arriva solo a chi è un vero grifondoro, forte e coraggioso.

È lui che uccide il serpente Nagini, l’ultimo Horcrux creato da Vordemort, rendendo possibile la totale distruzione di Vordemort.

Ed è ancora lui, Neville, che nel momento più buio, quando sembra che Harry sia morto, esorta gli altri a continuare a combattere perché non è importante seguire un leader, ma perseguire i valori.

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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