Ho vissuto la maggior parte della mia vita a Milano. Mio marito era un milanese DOC. Ovviamente alcuni proverbi e modi di dire milanesi mi sono rimasti nella pelle e in questi giorni uno mi rimbomba con insistenza in testa: Chi vusa pusé, la vacca l’è sua. Chi urla più forte ottiene la vacca. Un proverbio che nasce nei mercati del bestiame di una volta e che oggi rappresenta bene come va il mondo.
Però…
Mi viene in mente lo zio Renato, il marito della sorella di mio padre, che faceva il mediatore di bestiame in anni lontanissimi, circa 60 anni fa. Era un uomo solido, affettuoso, e raccontava come per chiudere un contratto al mercato del bestiame fosse sufficiente una stretta di mano. Bastava per assumersi la piena responsabilità di un accordo. Parlare a voce alta serviva solo per soverchiare i rumori del mercato, delle tante persone e degli animali: niente a che fare con il dominio e il comando.
Altri tempi!
Oggi, invece, sento frasi agghiaccianti: chi ottiene un voto in più COMANDA.
Detto da un ministro.
Non è solo una frase uscita male. È l’espressione del dominio. Ed è gravissimo che un ministro voglia comandare, ma è ancora più grave che ci siano tante persone che desiderano farsi comandare perché obbedire agli ordini implica non doversi assumere responsabilità.
L’altra cosa sconvolgente, per me, di questi tempi è l’idea che si possa trasformare l’uccisione delle persone in una specie di videogioco.
Lo fa la guerra attraverso i droni. Lo fa l’idea di trasmettere la fucilazione di qualcuno in diretta streaming.
C’è una serie di romanzi fantasy che amo in particolar modo: Darkover di Marion Zimmer Bradley. Racconta di un pianeta con una società di tipo feudale, armi potentissime e una serie di guerre infinite che stavano mettendo a rischio l’intero pianeta. Poi viene stabilito un patto, che salva il pianeta: sono ammesse solo armi che obblighino i contendenti a combattere faccia a faccia. Chi vuole uccidere deve rischiare di essere ucciso a sua volta.
Non basterebbe, lo so. Le guerre con gli eserciti non erano meno sanguinose di quelle con i droni. Nei campi nazisti gli aguzzini guardavano in faccia le vittime.
Però quello che sta accadendo oggi è, secondo me, veramente drammatico.
#riflessionidellacarla
#orientarelevele
E il seguito, alla prossima puntata
Carla Fiorentini