Mi sono fatta prendere dallo scrolling su FB. Devo smettere: perdo solo un sacco di tempo! Ma, leggendo qua e là, ogni tanto ho trovato qualcosa di interessante e qualcosa di utile.
Un post esamina i dati di natalità in vari Paesi e cerca motivazioni. Sanno tutti che la denatalità è uno dei problemi, gravi, dell’Italia, e non solo.
In realtà si sa da trent’anni, ma si è fatto emergere il problema solo per motivare la crisi delle pensioni e ancor più per riportare le donne a fare figli per la Patria. Avrei molto da dire in proposito, ma non oggi.
Il problema è più grave di quello che raccontano, e di quello che appare. Sì, perché ci hanno raccontato che la causa è l’egoismo femminile, ovviamente causato dal femminismo, poi l’egoismo dei giovani, la
crisi economica… e giù con sussidi stabiliti da chi non ha la più pallida idea di quanto costa realmente crescere un figlio. Poi c’è il problema degli
asili
(raccontando che sono occupati dagli immigrati e sottratti agli italiani).
Insomma, si è dato la colpa a tutti i tutto, orientando sempre le motivazioni contro l’avversario politico.
E, finalmente, un post un po’ nascosto dimostra che nessuno dei motivi addotti è realmente una spiegazione.
Già, perché nei Paesi poveri non c’è denatalità, né c’era durante la guerra.
Non si fanno figli perché non si spera più. La vera leva per la crescita della natalità è la speranza. Credo sia molto vero.
L’altra cosa che ho letto è più leggera, e più divertente.
Alcuni esperti hanno evidenziato che se il gatto fa la cacca fuori dalla lettiera sta evidenziando uno stato di disagio psicologico. Ho avuto tanti gatti, e non mi era mai successo. Da quando ho traslocato, invece, ogni tanto Atena si sbizzarrisce: cucina, corridoio, ingresso.
Mi sono sentita in colpa. Casa nuova e scatoloni in giro: sicuramente una situazione di disagio.
Poi… l’altro giorno ha cominciato a miagolare. Stavo lavorando e le ho chiesto di aspettare. Insisteva, ma nulla del miagolio segnalava malessere. E nulla giustificava malessere.
Finito il lavoro mi sono alzata e l’ho seguita. Lei controllava che la seguissi. Mi ha portato in cucina. Ho controllato la sua zona cibo: piatti pieni. Mi sono girata e l’ho vista che, con impegno, stava facendo i suoi bisogni sulla porta della dispensa, che lei odia perché è una porta che rimane chiusa. Quando ha finito mi ha guardato intensamente, ed è andata a dormire.
Alla faccia del disagio: mi stava punendo facendomi i dispetti! 🤣🤣🤣🤣
#riflessionidellacarla
#orientarelevele
E il seguito, alla prossima puntata
Carla Fiorentini