Dialogo interiore

Spesso le diverse parti di noi discutono tra loro ...

Ciascuno di noi chiacchiera con se stesso. Anch’io e ogni tanto mi sgrido un po’.

👿 Stai rompendo l’anima a tutti con il tuo stress. Continui a lamentarti!

🤦‍♀️ È vero, e non va bene, ma mi sento sopraffatta. Cosa dovrei fare? Dire che va tutto bene?

👿 Sui social si raccontano i successi, non i problemi. Soprattutto perché leggono anche persone che magari ti seguono perché vogliono rivolgersi a te come coach, o mentore

🤦‍♀️ Preferisco che sappiano anche le mie fragilità. Io diffido di chi ha solo successi o, ogni tanto, racconta di aver avuto problemi sempre brillantemente risolti. Ci sono difficoltà che si superano, ma non ti fanno diventare wonder woman!

👿 Qui non posso darti torto. Però in questo periodo sembra che tu stia affrontando il drago. Non sei la sola che trasloca, sai?

🤦‍♀️ Certo che no! e ho già traslocato più volte e ho avuto anche sfighe da trasloco.

👿 La solita paura del cambiamento!

Questo non lo puoi proprio dire!

👿 Panico da lasciar andare?

🤦‍♀️ Panico no. Difficoltà sì e paradossalmente difficoltà nel lascia andare le cose.

👿 Questo lo capisco. Sei stata costretta a lasciar andare le persone, fisicamente, e ti sei attaccata alla sicurezza delle cose. Però lo sai: ti hanno trovato la sindrome abbandonica anche nell’oroscopo junghiano… Ormai sei adulta: dovresti aver superato tutto ciò.

🤦‍♀️ Che fesseria. Spesso gli adulti hanno meno coraggio dei bambini. Lo sai che quando ci sono difficoltà trovo le risorse nella mia parte infantile: è la parte migliore di me.

👿 Fai un po’ quello che ti pare, ma smetti di lamentarti!

🤦‍♀️ 😜Se non ti va bene, smetti di leggere. E poi di questi tempi fare le vittime va bene, è di moda: lo fanno persone di grande successo e potere.


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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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