La Storia
Dottoressa, guardi, ho proprio bisogno del suo aiuto. Sono andato dal medico, e questa è la prescrizione. Dia un’occhiata anche lei, vorrei proprio che mi facesse il quadro della situazione.
Io non ho capito niente! Ma guardi! Già la grafia è incomprensibile. Magari lei ha un punto di vista diverso, e forse le sto illustrando un quadro un po’ confuso, ma io non so proprio cosa fare.
Presi la ricetta, e mi sembrava tutto normale, scritto anche meglio di quanto ero abituata a vedere.
- Farmaco A: tutti i giorni al mattino appena alzato
- Farmaco B: tutti i giorni dopo pranzo e dopo cena
- Farmaco C: a giorni alterni prima di andare a letto
- Farmaco D: una volta alla settimana, al mattino appena alzato
Non capivo proprio cosa ci fosse di confuso!
Cominciai a raccontare nei dettagli al cliente cosa dovesse fare, ma mi guardava come se fossi improvvisamente diventata un marziano viola a pallini verdi.
E così … un attimo, per favore.
Era bastato davvero poco: ora il cliente era felice e soddisfatto. Mi chiesi perché non l’avesse fatto il medico.
Domande
- Cosa avrà fatto la farmacista?
- E perché?
Risposte
Cosa avrà fatto la farmacista?
Ha preso un foglio e una penna e ha fatto lo schema della settimana al cliente,simile alla tabella qui sotto.
E perché?
Il cliente usa una serie di espressioni verbale che fanno ipotizzare un filtro sensoriale prevalente
di tipo visivo
guardi, Dia un’occhiata anche lei, il quadro della situazione. un punto di vista diverso, illustrando un quadro un po’ confuso,.
Il filtro sensoriale prevalente influenza anche le modalità di apprendimento, e chi ha un sistema rappresentazionale visivo tende ad apprendere meglio per immagini o schemi visivi, ed è esattamente questo ciò che fa la farmacista.