Ancora sul pensiero sistemico
Sempre più frequentemente si trovano riferimenti al pensiero sistemico come “strumento” indispensabile per la qualità di vita e per una buona gestione dell'economia.
Da anni si alternano momenti di crisi e di recessione: il boom economico stile anni '60 è un ricordo lontano e, forse, solo un'utopia per il futuro. E il mondo si divide tra chi va in depressione, chi evita di vedere la crisi e chi sostiene che “un nuovo mondo è possibile”.
Non è solo una suddivisione tra ottimisti e pessimisti, tra chi ha difficoltà e chi non ne ha: le differenze sono più profonde. Essenzialmente, e grossolanamente, molti ritengono che l’attuale modello di economia e di società sia il migliore possibile, quindi si tratta solo di superare la crisi, mentre altri pensano che l’attuale crisi economica evidenzi che il modello sociale è stato portato alle sue estreme conseguenze e vadano attuate modifiche sostanziali.
Nulla a che vedere con modelli del tipo comunismo, capitalismo liberismo …
Ciò che più accomuna i “sognatori” è il pensiero sistemico, a cui ho già accennato in questo sito.
Il pensiero sistemico si contraddistingue per alcuni concetti base, e soprattutto per alcuni comportamenti fondamentali. Cominciamo ad esaminare i principali comportamenti di chi usa il pensiero sistemico
- cerca sempre di capire il quadro globale, fa un passo indietro per esaminare le dinamiche del sistema e le correlazioni tra le sue parti
- osserva come gli elementi interni al sistema cambiano continuamente, generando modelli e tendenze
- riconosce che la struttura del sistema genera comportamenti, e si concentra sulla struttura, non sulla ricerca di colpe
- identifica la natura circolare dei complessi rapporti di causa – effetto
- sa cambiare prospettiva e punti di vista per esaminare il sistema dinamico nel suo complesso e nelle sue parti
- agisce e si comporta in maniera proattiva piuttosto che reattiva
- è paziente
- considera come i modelli mentali (comportamenti e convinzioni) influenzano il presente e il futuro, determinando la struttura stessa del sistema
- usa la comprensione della struttura del sistema per agire come leva per produrre i risultati desiderati
- considera sempre sia le conseguenze a breve che a lungo termine
- ricerca anche le conseguenze non intenzionali che possono emergere
Ancora confusi? Prossimamente approfondirò con esempi pratici.

Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente non esprima dubbi e perplessità al medico, ma venga poi a “sfogarsi” in farmacia. In questi casi non possiamo né entrare nel merito della terapia, né fornire alternative, ma non possiamo neanche liquidarli dicendo “ faccia quello che le ha detto il medico ”. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Basta davvero poco per aiutarli a recuperare fiducia nelle terapie prescritte dal medico! Ecco alcuni esempi e la definizione tecnica del tipo di frase suggerita Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un cliente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultat i Lettura del pensiero: Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì ! Lettura del pensiero: Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia imposta ta









