News Marzo 2021: giorno dopo giorno
Tra zona rossa e controlli medici rischio di sbarellare

Resiliente? Lo sono.
Però marzo mi ha davvero messo nell’acqua bollente per verificare se sono anche forte. Continua la zona rossa, e l’eccellente sanità della Lombardia continua a dimostrarsi un vero disastro, almeno per le persone normali.
Gioco a svicolare le notizie, non solo sono esasperanti, ma colui che ho sposato nel bene e nel male diventa terribilmente ansioso, e penso ad una battuta che gira su FB: ci siamo sposati nel bene e nel male, ma nessuno ha parlato di pandemia.
Decisamente questo marzo non è stato il mio mese preferito. A peggiorare la situazione sono anche le scadenze degli esami medici: saranno anche passati sei anni dal periodo di chemio e radioterapia, ma l’ansia c’è sempre. E sì, il covid ha fatto danni: ho mangiato di più e camminato meno. Non aiuta neanche la mia abitudine di aggiornarmi sulla letteratura scientifica: ho letto cose sul Covid e sui tumori che voi umani non potete neanche immaginare. Basta. Trascuro anche Google scholar per un po’.
In questo clima deprimente, cerco di fare cose piacevoli, come il tempo dedicato ai progetti per festeggiare la Giornata mondiale della felicità (20 marzo), arricchire i miei canali su CAM TV e organizzare Ribaltiamo! (coming soon sulle mie pagine FB, Youbube, CAM TV, Linkedin e sui miei siti).
Attendo aprile leggendo oroscopi che promettono un miglioramento, accolgo con immensa gioia le fusa dei miei gatti e con infinita gratitudine la presenza, anche se virtuale, degli amici.
Mi scopro lamentosa, e non mi piace: meglio riepilogare quello che mi ha regalato questo marzo, che è sì poco simpatico, ma non disastroso:
- i miei esami non hanno identificato problemi gravi
- ho scoperto che collaborare con Elena Dominici è una gioia, e insieme abbiamo aperto su FB il gruppo Pensieri felici on the road
- le persone che seguo, come coaching o come consultazione con l’I Ching, hanno fatto passi avanti e sbloccato situazioni
- ho incontrato una bella persona, via skype, naturalmente, con cui condivido principi e obiettivi professionali e… se son rose, fioriranno
- ho imparato ad usare OBS, programma per trasmettere in diretta e registrare
- continuano ad aumentare le iscrizioni ai miei corsi Udemy
- i miei canali su CAM TV stanno incrementando visibilità, iscritti e spessore nei contenuti
Dai, Carla, poteva andare peggio!

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






