Ponti tra l’oggi e un lontano passato
Da un passato lontano migliaia di anni i nostri antenati ci hanno inviato saggezza e conoscenza.

Da un passato lontano migliaia di anni i nostri antenati ci hanno inviato saggezza e conoscenza. Lo sperimento studiando e usando l’I Ching, l’antico Libro dei mutamenti.
Oggi la scienza ha a disposizione strumenti che, fino a pochi decenni fa, erano impensabili, e molti si dedicano allo studio dell’essere umano, dimostrando scientificamente la validità di ciò che ci è stato tramandato.Così è per il valore della meditazione, per le conoscenze sui tre cervelli che abbiamo (testa, cuore e pancia) che sono state tradotte e messe in pratica nella tecnica di mBraining…
Tematiche affascinanti, e per me passione per lo studio. E tra gli studi annovero alcuni anni dedicati alla Kabbalah.
Ed ecco un nuovo ponte.
Tempo fa mi sono certificata Genio positivo con 2BHappy, grazie a Daniela Di Ciaccio e Veruscka Gennari, imparando a conoscere gli studi scientifici sulla felicità come competenza da allenare. Il 20 marzo è la Giornata mondiale della felicità.
Oggi trovo, su una delle pagine dedicate alla Kabbalah che seguo, queste parole:
Cos'è la felicità? A volte pensiamo ad essa come ad un'emozione, e altre volte pensiamo ad essa come ad una ricompensa di cui godiamo quando realizziamo qualcosa. Quando vediamo la felicità in questo modo, è solo una sensazione fugace che può cambiare di momento in momento. I kabbalisti insegnano che siamo destinati a vivere la felicità ogni giorno - non solo quando le cose vanno bene o raggiungiamo un obiettivo. A differenza del piacere a breve termine, la felicità autentica consiste nell'appagamento duraturo, non solo nel divertirsi e sentirsi bene. Le situazioni non creano la nostra felicità. La creiamo noi. Quando siamo padroni della nostra felicità, ci apriamo alle benedizioni dell'Universo.
Questa settimana riconosciamo la differenza tra il piacere temporaneo e l'appagamento duraturo, eleviamo la nostra consapevolezza al regno della felicità duratura e apriamo i nostri cuori alla possibilità di una vita che cambia.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






