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Il potere della comunicazione per la compliance

Chiunque si occupi di salute sa che la compliance è spesso problematica...

Chiunque si occupi di salute sa che la compliance è spesso problematica, sa che la scarsa compliance significa un aumento di costi per il sistema sanitario nazionale, e anche per il paziente, è motivo di frustrazione per i terapeuti e limita la possibilità di reale cura per il paziente.

Ciò che spesso dimentichiamo, invece, è il significato del termine compliance, a cui attribuiamo tre diversi livelli:
  1. l’aderenza agli schemi posologici
  2. la compliance vera e propria
  3. la piena partecipazione del paziente, o empowerment
Ciascuno di questi livelli può essere attivato e gestito con tecniche di comunicazione, sia da parte del farmacista, del medico o del terapeuta in genere, sia da parte del paziente.

Tecniche diverse, spesso complementari, e con diversi gradi di complessità: più facili e semplici quelle per suscitare l’aderenza alla terapia, più laboriose quelle per conquistare la compliance, e decisamente complesse quelle per ottenere l’empowerment del paziente, al punto che spesso richiedono la collaborazione tra più figure professionali.

Ma le tecniche ci sono
Autore: Carla Fiorentini 19 gennaio 2025
La comunicazione non verbale e paraverbale sono in diretto collegamento con il nostro inconscio. Così, conoscere almeno i primi rudimenti di comunicazione non verbale aiuta a conoscere meglio gli altri, interpretare il loro pensiero, comprendere i loro bisogni. Aggiungo, per chi ha già qualche conoscenza di programmazione neurolinguistica, che la postura, i movimenti, il tono di voce, contraddistinguono le tre tipologie: visivo, uditivo e cinestesico. Ciò che, invece, probabilmente tutti sappiamo, ma non ci soffermiamo mai a riflettere in merito, sono i collegamenti tra stato d’animo ed elementi di comunicazione non verbale, e come questi possano davvero aiutarci a vivere meglio. È importante ricordare che esiste un collegamento reciproco tra stato d’animo e non verbale . Mi spiego meglio. Qualunque sia la nostra postura abituale, quando siamo tristi o preoccupati la nostra prima, spesso inconscia, reazione è quella di abbassare le spalle, incassare la testa, abbassare i bordi delle labbra (una sorta di sorriso al contrario). Quando siamo allegri la nostra postura è esattamente l’opposto. E allora? Testa alta, sorriso stampato, spalle bene in fuori: credetemi, non risolve i problemi, ma cambia subito l’umore, e lo spirito con cui affrontare quello che non va. Analogamente: se siamo in uno stato d’animo d’ansia il respiro si fa più corto e affrettato, il tono di voce più acuto e le parole escono molto più in fretta. Uno sforzo volontario per respirare a pieni polmoni, modulare il tono di voce e parlare più lentamente … e l’ansia si attenua. Provare per credere!
Autore: Carla Fiorentini 13 gennaio 2025
A quasi tutti è capitato di dirlo o di sentirselo dire: facciamo qualche riflessione in merito.
Autore: Carla Fiorentini 29 dicembre 2024
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Autore: Carla Fiorentini 29 dicembre 2024
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Nella vita capita che ci siano giorni di Natale strani…
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Ho alcune tradizioni: ogni anno, all’arrivo del mio compleanno, mi metto a riflettere… e scrivo.
Autore: Carla Fiorentini 22 dicembre 2024
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Autore: Carla Fiorentini 2 novembre 2024
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