Il caregiver e la sindrome di wonder woman

Caregiver, lasciati aiutare!

Puoi fare di più, dovrei fare di più… molti caregiver lo pensano, lo dicono e, dal momento che la maggior parte dei caregiver sono donne, dopo un po’ si sviluppa la sindrome di wonder woman.


Quasi improvvisamente ci si ritrova caregiver.

In una società anziana, quasi priva di ammortizzatori sociali, con famiglie sempre meno numerose, l’attività di caregiver per un genitore anziano o per un coniuge è estremamente frequente, e raramente breve.

In poche parole, ci si sfianca, davvero.

L’amore e il senso del dovere si mischiano per farci andare avanti. Quando si parla della combinazione malattie e vecchiaia il percorso è lungo, la fatica tanta.

  • Si vorrebbero vedere miglioramenti, che invece sono rari.
  • Si apprezzano le giornate buone, ci si preoccupa in quelle cattive.

Ed emerge la sindrome di wonder woman: quella strana idea di poter ribaltare la situazione, quella convinzione che facendo di più, agendo meglio, sia possibile quasi risolvere il problema, ridare la salute.


Sappiamo bene di non essere Dio, ma emerge l’idea di potere e dovere aiutare meglio, di più.

Non succede quasi mai, e siamo solo sempre più stanche, demoralizzate e sole.


È una situazione che, in maniera diversa, accomuna quasi tutti gli archetipi del viaggio dell’eroe che stiamo vivendo.

Solo l’orfano e il viandante ne sono esenti, mentre il martire, il guerriero e il mago vengono colpiti in pieno, ciascuno con modalità e comportamenti diversi, ma tutti con sfaccettature della stessa sindrome.

Eppure, in qualche angolino della nostra mente, siamo consapevoli.

La vita, però, segue il suo percorso.

Ed è alla morte dell’assistito che la sindrome di wonder woman può facilmente trasformarsi in senso di colpa e inutili rimpianti. 

Autore: Carla Fiorentini 23 agosto 2026
Talvolta sconsigliare è fondamentale.
Autore: Carla Fiorentini 23 agosto 2026
Se pensi di essere troppo piccole per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara. Dalai Lama
Autore: Carla Fiorentini 23 agosto 2026
Ci sono immagini che strappano un sorriso a tutti
Autore: Carla Fiorentini 23 agosto 2026
Spesso a diagnosi di malattia grave fa scattare l’inizio di percorso di gestione dell’esperienza, di un viaggio dell’eroe. Portare a termina il nostro viaggio, iniziato con la diagnosi, fa vincere un premio molto speciale.
Autore: Carla Fiorentini 9 agosto 2026
È morto Francesco Guccini. E ancora una volta la morte scatena l’ondata dei ricordi.
Autore: Carla Fiorentini 14 giugno 2026
C’è, purtroppo, un’emozione che predomina in questo periodo: il disgusto.
Autore: Carla Fiorentini 23 maggio 2026
Ho sempre amato più la pratica, ma…
Autore: Carla Fiorentini 23 maggio 2026
Mi spiace dirlo, ma la fiducia nel medico sta diminuendo.
Autore: Carla Fiorentini 17 maggio 2026
Xi Jinping cita la trappola di Tucidide durante l’incontro con Trump
Autore: Carla Fiorentini 3 maggio 2026
Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente non esprima dubbi e perplessità al medico, ma venga poi a “sfogarsi” in farmacia. In questi casi non possiamo né entrare nel merito della terapia, né fornire alternative, ma non possiamo neanche liquidarli dicendo “ faccia quello che le ha detto il medico ”. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Basta davvero poco per aiutarli a recuperare fiducia nelle terapie prescritte dal medico! Ecco alcuni esempi e la definizione tecnica del tipo di frase suggerita Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un cliente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultat i Lettura del pensiero: Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì ! Lettura del pensiero: Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia imposta ta
Show More