Per favore, spiegate bene i vantaggi!
La legge obbliga a spiegare con chiarezza gli effetti indesiderati. Saggio! Ma il rischio è di dimenticarsi i vantaggi!

Passati i tempi medioevali del medico padre – padrone, oggi la comunicazione medico – paziente è al centro dell’attenzione ed è, almeno parzialmente, regolamentata anche per legge.
Così il medico è tenuto a specificare gli effetti indesiderati. È corretto, è giusto, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Però ricordate che oltre che specificare le reazioni avverse, vanno spiegate.
E, comunque, questo è necessario ma non certo sufficiente per ottenere la compliance e men che meno per aiutare il paziente alla guarigione.
Chi è pienamente consapevole di quanto sto dicendo, mi perdoni. Parlo con cognizione di causa: negli ultimi anni ho frequentato, come paziente, più medici che nei precedenti cinquantasei anni di vita.
- È pienamente dimostrato che la terapia, da sola, non ottiene i risultati migliori. È indispensabile la piena partecipazione del paziente. E per ottenerla il medico dovrebbe spiegare con dovizia di particolari i vantaggi che il paziente ottiene dalla terapia, qualunque essa sia.
Spesso, invece, i benefici vengono dati per scontati.
Sì, è ovvio che la terapia scelta curerà la malattia, ma non basta. E se una volta, forse, era sufficiente, oggi il rischio è che i benefici dati per scontati vengano annullati dagli effetti indesiderati dichiarati per legge.
Quindi, per favore, ricordate che le ultime parole che il paziente deve sentire da voi al termine della visita sono gli enormi benefici che può trarre dalla terapia che avete impostato, e che lui seguirà con la massima compliance!

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






