Passati i tempi medioevali del medico padre – padrone, oggi la comunicazione medico – paziente è al centro dell’attenzione ed è, almeno parzialmente, regolamentata anche per legge.
Così il medico è tenuto a specificare gli effetti indesiderati. È corretto, è giusto, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Però ricordate che oltre che specificare le reazioni avverse, vanno spiegate.
E, comunque, questo è necessario ma non certo sufficiente per ottenere la compliance e men che meno per aiutare il paziente alla guarigione.
Chi è pienamente consapevole di quanto sto dicendo, mi perdoni. Parlo con cognizione di causa: negli ultimi anni ho frequentato, come paziente, più medici che nei precedenti cinquantasei anni di vita.
- È pienamente dimostrato che la terapia, da sola, non ottiene i risultati migliori. È indispensabile la piena partecipazione del paziente. E per ottenerla il medico dovrebbe spiegare con dovizia di particolari i vantaggi che il paziente ottiene dalla terapia, qualunque essa sia.
Spesso, invece, i benefici vengono dati per scontati.
Sì, è ovvio che la terapia scelta curerà la malattia, ma non basta. E se una volta, forse, era sufficiente, oggi il rischio è che i benefici dati per scontati vengano annullati dagli effetti indesiderati dichiarati per legge.
Quindi, per favore, ricordate che le ultime parole che il paziente deve sentire da voi al termine della visita sono gli enormi benefici che può trarre dalla terapia che avete impostato, e che lui seguirà con la massima compliance!