In inglese il termine comunicazione
esiste: communication. Però gli anglosassoni non parlano di comunicazione medico – paziente, ma di doctor – patient relationship, cioè relazione tra medico e paziente.
Se cercate pubblicazioni sulla comunicazione medico – paziente dovete affidarvi prevalentemente agli americani, che hanno pubblicato un’infinità di studi sull’argomento. Ma in banca dati, come parole chiave, dovete digitare relationship, o doctor – patient relationship, altrimenti trovate poche, striminzite, pubblicazioni.
Se ci pensate, è più bello, più completo e più attinente a quello che deve essere il rapporto tra medico e paziente.
Il fatto è che noi mediterranei diamo al termine relazione un’accezione un po’ maliziosa, ma in origine il vocabolo non significa necessariamente qualcosa di tipo erotico.
La relazione implica complicità, condivisione, influenzamento reciproco.
Il medico che stabilisce una relazione con il paziente è più attento alle sue necessità, a farsi capire, ad approfondire il dialogo.
Io amo la lingua italiana, e credo sia una delle lingue che offre maggiori possibilità di precisione, di chiarire sfumature, di spiegare i rapporti umani.
Ma, per una volta, sono costretta ad ammettere che forse hanno ragione gli anglosassoni!