Forte o fragile?

Pensi che sia meglio essere forte o fragile?

Ti consideri forte o fragile?

E gli altri ti vedono forte o fragile?

Normalmente sono ritenuta (ed etichettata) come una persona forte. Però sono una vera rompiscatole, e mi sono dilettata in osservazioni ed elucubrazioni.

Ci sono persone fragili.

Forse lo sono, sicuramente si definiscono tali. Non ce la faccio, aiutami è una delle loro frasi più comuni davanti alle difficoltà.

Trovano aiuto, sempre.

Ci sono persone forti.

Forse lo sono. Ce la posso fare è il loro mantra davanti alle difficoltà.


Si è così dalla nascita?

Direi di no. Molte persone forti lo sono diventate per le esperienze che hanno vissuto, e gli aiuti che non hanno trovato.

Spesso, poi, accade che le persone fragili non facciano neanche tentativi di affrontare le difficoltà che, inevitabilmente, la vita pone davanti. Analogamente le persone forti non sanno come chiedere aiuto e si pongono sempre come autonome e autosufficienti.

Per me ci è voluto un cancro per insegnarmi che potevo chiedere aiuto, e persino riceverlo, ma è stata una faticaccia.

L’equilibrio tra forza e fragilità è difficile e richiede, per quanto ho potuto osservare, un grande lavoro su se stessi, una buona dose di consapevolezza.

E poi, si sa, il mondo ama creare etichette, porre le persone in una specifica categoria e lasciarle lì, con quella etichetta, in quella categoria. È più facile non tener conto del fatto che ciascuno è in evoluzione continua, che si cambia, che la vita e le esperienze ci cambiano.


Ovviamente io guardo dal mio punto di vista di persona etichettata come forte.

Lo sono, ho imparato ad essere forte, ma quando mi ritrovo nella m… quelle parole che vogliono essere di incoraggiamento (dai, ce la fai, sei una donna forte) mi irritano moltissimo e, anche se so che sono dette con affetto a volte le ricaccerei volentieri in gola a qualcuno perché, nei miei momenti di massima fragilità, mi sembra che dicano: dai, non rompere, so che te la cavi da sola.

Chi si sente fragile sussurra le sue difficoltà, e trova frotte di gente pronta all’aiuto.

Chi è definito forte spesso deve urlare le sue difficoltà per far sì che qualche anima buona se ne renda conto.

O forse no: siamo noi forti che ci poniamo con atteggiamenti che rendono complesso aiutarci.

Non ho risolto il dilemma.

Tu hai un parere o un consiglio?

Autore: Carla Fiorentini 3 febbraio 2026
Non sono solo le liste d’attesa che portano a scegliere la sanità privata.
Autore: Carla Fiorentini 1 febbraio 2026
La programmazione neurolinguistica identifica 4 posizioni percettive: parliamo della terza
Autore: Carla Fiorentini 25 gennaio 2026
Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
Autore: Carla Fiorentini 25 gennaio 2026
Il mondo sta cambiando, e cambierà.
Autore: Carla Fiorentini 21 dicembre 2025
Il Natale è un invito
Autore: Carla Fiorentini 21 dicembre 2025
Trova un’altra sedia e allunga il tavolo
Autore: Carla Fiorentini 14 dicembre 2025
Durante questo 2025 mi sono chiesta più volte se avevo sbagliato qualcosa nell’interpretare l’I Ching per l’anno. Poi mi sono chiesta se c’era qualcosa che non avevo capito.
Autore: Carla Fiorentini 7 dicembre 2025
La comunicazione è cambiata, tanto, negli anni…
Autore: Carla Fiorentini 30 novembre 2025
La programmazione neurolinguistica identifica 4 posizioni percettive: parliamo della seconda
30 novembre 2025
Sanità che cambia
Show More