Facciamo il dettato

Scrittura creativa

Storia
Oggi, bambini, facciamo il dettato, ma è un dettato speciale. 
Scrivete:
Era una bellissima giornata, soleggiata, con il cielo terso e l’aria pulita. Gli uccellini cantavano sugli alberi, e anche le cicale cominciavano a farsi sentire. Lucia, Andrea e Matteo, accompagnati da …
E adesso andate avanti voi, e raccontatemi una storia.

Domande
  • Perché la maestra decide di far finire il racconto ai bambini? A cosa serve questo tipo di esercizio?
  • È un esercizio utile solo per i bambini?

Risposta
Perché la maestra decide di far finire il racconto ai bambini? A cosa serve questo tipo di esercizio?
  • Questo tipo di esercizio, che ho definito impropriamente scrittura creativa perché ha alcune analogie con essa, è molto utile per sviluppare la creatività in senso lato.
  • In maniera un po’ più approfondita, l’esercizio si compone in realtà di due diverse parti:
  1. ciò che il ragazzo scrive, attingendo alle proprie esperienze e alla propria fantasia, ha in primo luogo la funzione di sviluppare il pensiero laterale
  2. ciò che poi ascolta dai compagni, ciascuno dei quali ha sviluppato la propria storia, permette di ampliare la mappa del mondo in quanto dimostra, in maniera tangibile, che non esiste una Verità, ma tanti modi di vedere e vivere la stessa esperienza
  • Infine, in particolari casi, questo esercizio può avere la funzione di far esprimere al bambino sentimenti o esperienze che tiene celati, talvolta anche a se stesso, per diversi motivi, incluse le esperienze traumatizzanti, ma lascio a chi si occupa di psicologia questi aspetti.
È un esercizio utile solo per i bambini?
  • Assolutamente no. Per i bambini è più semplice, poiché hanno meno vincoli e coercizioni, quindi sono tendenzialmente più aperti a nuove esperienze, accettano la fantasia e la creatività come un normale elemento del proprio pensiero.
Ma proprio per questo un simile esercizio è estremamente utile anche agli adulti!

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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