Una sfida importante

Riflessioni sui cambiamenti in farmacia

Molto sta cambiando in farmacia.

Il ruolo della farmacia, e del farmacista, viene riconosciuto come sempre più essenziale per la gestione del paziente e della sua salute. Sono in atto grandi progetti, dalla farmacia dei servizi alla gestione di alcune cronicità, dal supporto alla compliance alla sensibilizzazione ed educazione del paziente su grandi temi di salute e prevenzione.

In parallelo assistiamo alla fuga dei farmacisti dalla farmacia e a nuove modalità di svolgere la professione, con turnover sempre più frequenti nelle farmacie.

C’è una specie di contraddizione intrinseca in questi due processi, ma soprattutto c’è una sfida importante, e non facile.

Bisogna prendere atto che tutto ciò che afferisce alla gestione o all’educazione alla salute richiede una relazione profonda tra paziente e farmacista, difficile da instaurare se i due componenti della relazione si incontrano solo casualmente e saltuariamente.

  • Dal farmacista di fiducia si accettano consigli, soprattutto relativamente alla corretta assunzione dei farmaci o alla prevenzione, che, se espressi da altri, anche se ugualmente farmacisti, infastidiscono o non vengono ascoltati.

Si potrebbe ipotizzare una scelta, ed è la strada più facile: se la farmacia ha una gestione basata su frequenti cambi di farmacista, o se il farmacista sceglie un’attività di presenza saltuaria in una farmacia, ci si limita a rispondere al consiglio richiesto e a dispensare scatolette.

L’alternativa è accogliere la sfida e aggiungere alle competenze professionali le soft skills legate all’intelligenza emotiva, all’ascolto profondo e, in aggiunta, strumenti di coaching.

Si può fare!  

Non basta essere affabili e non serve essere estroversi: bisogna acquisire e sviluppare competenze specifiche. Tramite queste è possibile, persino in pochi minuti, entrare in sintonia col paziente-cliente e fornire servizi e consigli anche se l’incontro è occasionale.

Accetti la sfida?

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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