Ma lei mi aveva detto che … Parte 1°
Il processo di comunicazione

Storia
Buon giorno signor Ferrari. Come va?
Un po’ meglio, ma ho ancora problemi di insonnia. Non riesco proprio ad addormentarmi! Mi giro e mi rigiro per il letto.
Ma ha smesso di prendere il caffè dopo cena?
Certo! Ho fatto come mi aveva detto lei. Ho eliminato il caffè. Adesso a cena bevo solo tè, e se mi sembra di non digerire un bel bicchiere di coca cola.
Domande
Anche se ridicola, non è una situazione rara: il medico pensa di aver dato indicazioni chiare, il paziente è convinto di aver seguito le indicazione, e succede un pasticcio.
- Ma perché avviene questo?
Risposta
Anche se ridicola, non è una situazione rara: il medico pensa di aver dato indicazioni chiare, il paziente è convinto di aver seguito le indicazione, e succede un pasticcio.
Ma perché avviene questo?
Situazioni di questo tipo avvengono generalmente perché non si tiene conto dell’intero processo di comunicazione.
In genere si pensa che il processo di comunicazione sia lineare:
- Il medico parla, si esprime con chiarezza, e il paziente comprende.
Magari fosse così semplice!
Il processo di comunicazione è in realtà un processo circolare, come illustrato in figura.
Per evitare equivoci il medico deve prestare sì attenzione a ciò che dice e a come lo dice, ma dovrebbe anche verificare cosa il paziente ascolta, capisce, ricorda e verificare l’intero processo.
In questo caso è inoltre evidenziato un altro frequentissimo equivoco di comunicazione, ma lo vedremo al prossimo giallo!

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.







