Health Training - Educazione alla salute

C’è un’intera pagina dedicata a questo argomento, con tanti articoli. E allora… perché?

Dal secondo dopoguerra la medicina ha fatto davvero passi da giganti nella diagnosi e nella terapia: c’è di che esserne fieri. Eppure questo ci ha anche allontanato dall’importanza della cura dell’individuo. Abbiamo spesso cercato di curare malattie anziché persone, confidando che la linearità del meccanismo sintomo-esami-diagnosi-farmaco fosse sufficiente. Non lo è.
E ora si tratta di integrare. Pensare di sostituire l’aspetto umano a quelle scoperte e tecnologie che ci hanno cambiato la vita, e la durata della vita media, sarebbe sciocco. Si tratta di integrare!
Esistono diversi percorsi, alcuni estremamente validi, di Health coaching, di Medical coaching e di counselling per chi si occupa di salute. Personalmente li consiglio, ma comprendo anche che per un professionista possa essere complicato dedicare tempo e risorse alla propria formazione, per quanto utile sia il percorso o il corso che si sceglie di seguire.
Eccovi dunque l’Health training – Educazione alla salute, processo semplificato e con finalità diverse rispetto al coaching o al counselling, sebbene si avvalga di tecniche di comunicazione che vengono insegnate, più approfonditamente, anche nel coaching e nel counselling.
L’Health training – Educazione alla salute, si rivolge a medici, farmacisti, operatori sanitari, ed anche ai pazienti o ai familiari dei pazienti e ha come obiettivo quello di massimizzare la compliance, nel senso più ampio del termine e la partecipazione attiva del paziente. 
Compliance è un termine specifico del linguaggio medico e, secondo il dizionario Treccani, indica il livello di collaborazione che il paziente presta nel seguire più o meno scrupolosamente le prescrizioni del medico curante.
Ed è proprio la compliance quella che costituisce il maggior problema quando si parla di salute. 
Ci sono diversi studi che dimostrano come le posologie non vengano rispettate, né in termini di dosaggio giornalieri né in termini di durata delle terapie. Ma altrettanto complesso è indurre il paziente al rispetto delle indicazioni alimentari o dell’esercizio fisico, delle abitudini di vita. E ancor più difficile è essere o aiutare ad essere pienamente motivati nella gestione della malattia.
Sono grandi questioni, a cui cerco di dare un piccolo contributo.

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Autore: Carla Fiorentini 25 gennaio 2026
Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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