- L’efficacia
è la capacità di produrre gli effetti desiderati, condizioni favorevoli, essere adeguati.
- L’efficienza, invece, è il rendimento, la produttività, il dinamismo.
Chi è efficace ottiene il risultato, chi è efficiente non perde tempo.
È quasi ovvio che l’ospedale ideale debba essere sia efficace che efficiente: ottiene risultati terapeutici, la piena collaborazione e partecipazione del paziente e, allo stesso tempo, non ha liste d’attesa né il paziente è costretto ad attendere: la visita si svolge all’orario previsto e nei tempi previsti. E poi non dimentichiamo che l’ospedale ideale non ha sprechi di alcun genere, anzi: i bilanci sono persino in attivo.
Ecco, il fatto è che non solo tra ideale e reale c’è sempre un gap, grande o piccolo.
Ma c’è anche l’elemento di scelta, di decisione: perseguire efficacia o efficienza? Quale scegliere?
Personalmente non ho dubbi: la sanità, il medico, il personale sanitario, deve privilegiare l’efficacia. Eppure la sanità privata, spesso portata come esempio positivo, persegue l’efficienza, e quasi tutte le norme e i decreti degli ultimi vent’anni spingono verso l’efficienza. Ovvio: le liste d’attesa non piacciono a nessuno e spesso sono pericolose per la salute, ma rimane il problema di fondo: efficacia o efficienza?
- Perseguire l’efficienza è più facile: tempi, modi, liste, controlli, cose tangibili e misurabili.
- Perseguire l’efficacia, invece, richiede attenzione continua, scelte, responsabilità, consapevolezza. Privilegiare l’efficacia è più difficile, impegnativo, faticoso.
Ma parliamo di sanità e salute!
E, d’altra parte, anche se parlassimo di catena di montaggio di automobili chi sceglierebbe un’auto assemblata in pochi secondi, con costi bassi, rispetto ad un’auto perfettamente sicura e funzionante, anche se costa di più?