Storia
Per cortesia, mi ascolti attentamente, e poi mi ponga tutte le domande che ritiene importanti. Le prescrivo diversi farmaci: ciascuno di questi ha un ruolo specifico, ma anche l’insieme è essenziale. Un po’ come un’orchestra dove ogni strumento è importante, e insieme producono un’armonia ancora più bella.
Il primo è XY, che va preso al mattino, diciamo quando suona la sveglia. Lei usa la sveglia? Agisce ….
Il secondo è WZ, da prendere dopo pranzo e dopo cena. Normalizza la funzionalità gastrica, quindi va preso a stomaco pieno. E mi raccomando, cerchi di non saltare il pranzo.
Poi prenda MQ a giorni alterni: glielo prescrivo perché ha detto di sentirsi giù di tono.
Domande
- Presumendo che il medico abbia adottato una spiegazione della prescrizione adeguata al filtro sensoriale del paziente, quale potrebbe essere il filtro sensoriale prevalente di questo paziente?
- In base a quali indizi?
Risposta
Presumendo che il medico abbia adottato una spiegazione della prescrizione adeguata al filtro sensoriale del paziente, quale potrebbe essere il filtro sensoriale prevalente di questo paziente?
- Il paziente ha, presumibilmente, il filtro sensoriale prevalente uditivo.
In base a quali indizi?
- Il medico sollecita l’attenzione del paziente chiedendo di “essere ascoltato attentamente” e
usa la metafora dell’orchestra, utile per un paziente uditivo. Poi fa riferimento ad un suono, quello della sveglia, come potenziale ancora.
- Anche l’affermazione di “sentirsi giù di tono” fa parte del linguaggio tipico dell’uditivo.
- Infine il medico fornisce spiegazioni sul
perché prendere i farmaci, inclusa una spiegazione sul meccanismo d’azione di uno di questi. Tai informazioni possono essere utili sia ad un cinestesico (che ha bisogno di sapere “a cosa serve” ciò che fa), sia ad un uditivo per il quale è importante che ci sia una logica nelle proprie azioni.
- Si dice infatti che il filtro prevalente uditivo è legato alla logica e al pensiero razionale, mentre il filtro prevalente cinestesico è legato alle emozioni e quello visivo è legato alle azioni, come esteriorizzazione.