La chiamano mindfulness, presency o consapevolezza
Analogie

La chiamano mindfulness, presency
o consapevolezza. Chi si occupa specificatamente dell’uno o dell’altro vi indicherà differenze, anche profonde, ma a me interessano le analogie
- Consapevolezza, mindfulness, presency, aggiungo stato alfa.
Chi si occupa di questi argomenti, chi tiene corsi o scrive libri su questi argomenti, è in grado di spiegare esattamente le profonde differenze che ci sono. Non è per raccontare le differenze che scrivo questo articolo, ma per le analogie che esistono tra queste “tecniche” e, soprattutto, per i risvolti pratici che hanno.
Perché ormai molti studi, e tanta esperienza, dimostrano che chi sa meditare, chi è presente a se stesso, chi sa vivere in stato alfa, chi ha acquisito la consapevolezza di se stesso, vive meglio, ottiene risultati professionali migliori con minori sforzi, non subisce stress, sa far fronte alle difficoltà, …
In maniera un po’ semplicistica, posso dire che dopo decenni di one minute manager, di valutazione esclusivamente economica del successo, di immagini di riferimento di carrieristi sfegatati e via dicendo, abbiamo riscoperto l’acqua calda: l’essere umano felice funziona meglio.
Sì, è detto in maniera semplicistica, ma è un dato di fatto. Il valore del successo, del denaro, dei beni materiali, della carriera, è ben poca cosa rispetto alla qualità di vita, tant’è vero che esistono ricerche numericamente importanti su come esista un limite “massimo” di denaro che porta alla buona qualità di vita. Superato quel limite massimo, la felicità si abbassa, la qualità di vita diminuisce.
Potrei citarvi articoli, libri, documenti. Tranquilli: non lo farò. Posso dire, per esperienza personale, che queste tecniche “funzionano”: danno maggiore lucidità, resistenza allo stress, capacità di affrontare efficacemente gli imprevisti, ed anche maggiore serenità.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






