Come si potrebbe rappresentare la relazione medico – paziente?
- Alcuni pensano che si tratti di un “semplice” interscambio, ma è molto più complesso.
- Alcuni ritengono che la relazione tra medico e paziente sia rappresentabile con una freccia, magari a doppia punta, in cui il paziente fornisce informazioni, il medico restituisce una terapia. Magari fosse così semplice!
Né basta a rappresentarle un cerchio, tipo quello che rappresenta il processo di comunicazione.
La relazione medico – paziente è un sistema complesso, su cui influiscono innumerevoli fattori che vanno dalle esperienze pregresse del medico e del paziente, allo stato d’animo, e includono eventuali elementi esterni come la famiglia, ma anche la società, il farmacista, …
Come ogni sistema complesso, l’equilibrio è precario, ed è praticamente impossibile considerare tutti i fattori, e tanto meno tenerli tutti sotto controllo.
Ma dimenticare che si tratta di un sistema non è una soluzione.
- Se la relazione medico – paziente viene affrontata come un rapporto lineare otterremo solo trattamenti sintomatici, in cui il cambiamento del medico è frequente, la compliance è minima, e i risultati … insoddisfacenti.
Ma c’è di più: la relazione lineare (elenco sintomi – diagnosi – terapia) può quasi essere sostituita dal computer, a almeno da un contatto solo telematico.
Il medico, quello “vero” è indispensabile per la sua capacità di gestire il sistema, il sistema paziente integrato con il sistema relazione medico – paziente.
Il risultato è la partecipazione del paziente, la piena compliance, e il medico che influisce sull’intera qualità di vita, integrando farmaci e coaching per cambiare i comportamenti. Non più una medicina sintomatica, ma una medicina sistemica: più complessa, più efficace, meno costosa.
Io credo che, almeno in parte, qualcuno agisca già così.