Il sistema medico - paziente
Come si potrebbe rappresentare la relazione medico – paziente?
Come si potrebbe rappresentare la relazione medico – paziente?
- Alcuni pensano che si tratti di un “semplice” interscambio, ma è molto più complesso.
- Alcuni ritengono che la relazione tra medico e paziente sia rappresentabile con una freccia, magari a doppia punta, in cui il paziente fornisce informazioni, il medico restituisce una terapia. Magari fosse così semplice!
Né basta a rappresentarle un cerchio, tipo quello che rappresenta il processo di comunicazione.
La relazione medico – paziente è un sistema complesso, su cui influiscono innumerevoli fattori che vanno dalle esperienze pregresse del medico e del paziente, allo stato d’animo, e includono eventuali elementi esterni come la famiglia, ma anche la società, il farmacista, …
Come ogni sistema complesso, l’equilibrio è precario, ed è praticamente impossibile considerare tutti i fattori, e tanto meno tenerli tutti sotto controllo.
Ma dimenticare che si tratta di un sistema non è una soluzione.
- Se la relazione medico – paziente viene affrontata come un rapporto lineare otterremo solo trattamenti sintomatici, in cui il cambiamento del medico è frequente, la compliance è minima, e i risultati … insoddisfacenti.
Ma c’è di più: la relazione lineare (elenco sintomi – diagnosi – terapia) può quasi essere sostituita dal computer, a almeno da un contatto solo telematico.
Il medico, quello “vero” è indispensabile per la sua capacità di gestire il sistema, il sistema paziente integrato con il sistema relazione medico – paziente.
Il risultato è la partecipazione del paziente, la piena compliance, e il medico che influisce sull’intera qualità di vita, integrando farmaci e coaching per cambiare i comportamenti. Non più una medicina sintomatica, ma una medicina sistemica: più complessa, più efficace, meno costosa.
Io credo che, almeno in parte, qualcuno agisca già così.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






