Il metaprogramma Attività – Persone – Informazioni - Cose nella relazione con lo studente
Uso pratico del metaprogramma nella gestione

Dopo aver esaminato la teoria relativa a questo metaprogramma nella sezione di teoria, nell’articolo
Il metaprogramma Attività – Persone – Informazioni – Cose, andiamo a vedere a cosa può servire
nella relazione con lo studente
Identificare come e dove si concentra l’attenzione dello studente può aiutare a rendere più efficaci le lezioni e a comprendere meglio i singoli studenti.
Tuttavia non va dimenticato che il ruolo della scuola dovrebbe anche essere quello di rendere più flessibili i giovani, e che questo offre un concreto vantaggio nella vita.
Probabilmente la materia che più è influenzata da questo metaprogramma è la storia, quindi vediamo, in base all’elemento a che attira maggiormente l’attenzione dello studente, quali accorgimenti si possono inserire nelle lezioni, ricordandovi che, ragionando per analogie e differenze, potete usare le informazioni anche per altre materie.
Attività
- Chi usa questo filtro si concentra sulle azioni, su cosa materialmente è stato fatto o verrà fatto. Probabilmente è lo studente che più fatica a prestare attenzione ad una lezione lunga, ma ricorderà tutti gli elementi concreti di ciò che spiegate.
Persone
- Chi usa questo filtro è in grado di recitare le dinastie con tutti i nomi dei regnanti. Ha bisogno di personalizzare ogni materia, e l’unico modo per fargli studiare matematica è attraverso la vita dei matematici.
Informazioni
- Chi usa questo filtro ha bisogno di un quadro logico degli avvenimenti e del loro concatenarsi. Ha una visione astratta e dà più importanza al susseguirsi degli eventi in una logica di causa – effetto che alle persone o ai fatti. La mancanza di coerenza e di logica li fa sentire insicuri e a disagio.
Cose
- Gli oggetti concreti sono la sua segnaletica nel mondo. Potrebbe dimenticare date, battaglie, nomi dei regnanti, ma ricorda con precisione ciò che è collegato ad oggetti, come lo stile architettonico o l’abbigliamento in uso nel periodo indicato.
Certo, per rendere una lezione coinvolgente ci vuole molto di più, ma anche questo aiuta e, una volta identificato il metaprogramma dei vostri studenti, potreste anche sfidarli a studiare un punto di vista diverso.
L’importante è che non riteniate il vostro metaprogramma come l’unico “giusto”: ricordo ancora come un incubo un insegnante di italiano con un forte filtro persone che da me voleva sapere in ordine cronologico i nomi delle 19 amanti ufficiali del Foscolo!

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






