Il linguaggio nella visita medica: le frasi per il futuro
Le frasi per spingere il paziente ad una positiva visione del futuro
Il linguaggio del medico ha un forte impatto sulla compliance e un notevole effetto placebo. Esaminiamo le frasi per spingere il paziente ad una positiva visione del futuro
Vi capitano mai pazienti sfiduciati? Delusi? Che si abbandonano alla malattia senza reagire?
Lasciamo stare quei casi in cui la diagnosi è infausta, anche se persone ben più autorevoli di me hanno dimostrato l’efficacia della comunicazione e del linguaggio del medico anche in queste situazioni, e limitiamoci a parlare di pazienti con problemi che possono essere affrontati “facilmente”, magari con terapie un po’ lunghe.
A volte il paziente si abbandona letteralmente alla malattia, si deprime, diventa quasi dipendente dal suo male, e sembra che non voglia contribuire in alcun modo alla guarigione.
Ci possono essere infiniti motivi per queste reazioni, e a volte è opportuno indirizzarli da uno psicologo per affrontare altri aspetti dei suoi problemi.
Ma spesso i problemi alla base di questa reazione non sono gravi e non risiedono nei meandri della psiche umana, ma sono abbastanza visibili:
- una lunga malattia, a cui il paziente ha quasi fatto l’abitudine e ci si è creato un bozzolo avvolgente
- la difficoltà a vedere la fine di un lungo percorso terapeutico
- un particolare senso del tempo, per cui qualche settimana di malattia sembrano anni
- il timore di non farcela
- la sfiducia nelle proprie forze,
In tutti questi casi il linguaggio del medico può dare un contributo essenziale, indicendo il paziente a proiettarsi nel futuro, ad avvicinare quel futuro che sembrava così irraggiungibile, a vedersi finalmente guarito e trovare quindi le energie per contribuire fattivamente alla propria guarigione.
- Cosa farà una volta guarito?
- Come si vede una volta guarito?
- Riesce a vedere sé stesso guarito?
- Che vantaggi trarrà dalla guarigione?
- Cosa la induce a credere che è possibile farcela?
- Immagini cosa accadrà quando …
Tutte queste frasi creano nel paziente lo stato d’animo necessario a favorire la guarigione, a mettere in atto comportamenti positivi, ad aumentare la compliance.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






