Inizio ad affrontare un argomento impegnativo, utile alla gestione e alla negoziazione.
Nel libro Il farmacista che comunica scritto, insieme a Luisa Ferrario, alcuni anni fa e pubblicato da Tecniche nuove, c’è una parte dedicata agli stili sociali.
“Lo stile sociale è la modalità con cui ci si rapporta agli altri: un comportamento che, nato dalle nostre esperienze e dalla nostra mappa del mondo, si è consolidato esperienza dopo esperienza. Non è né rigido, né immutabile, né tantomeno genetico: è semplicemente un’abitudine.
La definizione di stile sociale nasce dal fatto che vengono esaminate le abitudini comportamentali che manifestiamo nella relazione con gli altri o, secondo un’altra definizione leggermente diversa ma sostanzialmente complementare, viene esaminato come gli altri percepiscono i nostri comportamenti.”
Ovviamente nel testo c’è di più, incluso esempi pratici ed esercizi, ma probabilmente nemmeno scrivendo l’intero testo sugli stili sociali avrei esaurito l’argomento e le possibilità pratiche e operative, quotidiane, di uso della teoria sugli stili sociali.
Non è mia intenzione, e non sarebbe neanche possibile, trattare in maniera esaustiva l’argomento con una serie di articoli, ma credo sia utile fornire alcune informazioni.
La tecnica / teoria degli stili sociali è ottima per la gestione delle persone, fa parte a pieno titolo delle tecniche di vendita, offre validi strumenti per la negoziazione, ma può servire anche per migliorare una relazione di aiuto, o per l’insegnamento.
Basata sulla valutazione, e sul calcolo, di due variabili: assertività ed espressività, si possono identificare quattro diversi stili sociali, come vedremo in altri articoli.