Situazioni di emergenza

Ricalco e guida

Storia
La signora entrò in farmacia quasi di corsa, con espressione spaventata.
Dottoressa, mi aiuti, mi sento male!
Tutto, in lei, manifestava che stava dicendo la verità: il tono di voce tremulo, il parlare agitato, era pallida come un cencio. Si lasciò andare sulla sedia che teniamo vicino al misuratore di pressione. Lasciai andare i clienti in attesa e mi avvicinai, con aria calma e professionale, anche se avevo una paura incredibile.
Si calmi, signora. Vuole che chiami un’ambulanza?
Ma che ne so! Sto male!
Adesso stava quasi urlando. Ma se aveva la forza di urlare forse la situazione non era così drammatica.
Erano trascorsi solo un paio di secondi, e dal magazzino arrivò il mio collega di corsa. Si inginocchiò a fianco della signora e, con voce agitata quanto quella della signora disse:
Mio Dio, signora! Cosa le succede?
Nniente?! Non so.
Allora le prese le mani tra le sue e, respirando con forza, le cominciò a chiedere cosa si sentisse …
Domande
  • Qual è l’atteggiamento più utile da tenere in situazioni di emergenza per interagire con una persona in evidente stato d’ansia?
  • Perché?
  • Questo vale solo in casi di emergenza?
Risposte
Qual è l’atteggiamento più utile da tenere in situazioni di emergenza per interagire con una persona in evidente stato d’ansia?
L’atteggiamento più utile è quello manifestato dal collega, che viene definito Ricalco e Guida
Perché?
La prima fase, il ricalco, serve per entrare in sintonia e far capire all’altro che la sua manifestazione non è “sbagliata”, che non c’è condanna verso di lui.
La successiva guida ha la funzione di riportare la persona in un comportamento più razionale ed equilibrato.
Questo vale solo in casi di emergenza?
No, vale in tutte le situazioni in cui desideriamo aiutare qualcuno guidandolo verso una modalità comunicativa diversa da quella che sta usando. Quindi è una modalità preziosa in situazioni di paura, ansia, ma è utile anche in molti altri casi.

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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