È stato pubblicato il IV° Rapporto Annuale sulla Farmacia:
- l'80% dei pazienti affetti da una patologia cronica dichiara di avere una propria farmacia di fiducia e, durante il 2021, nel 37% dei cittadini intervistati è accresciuta la fiducia nei confronti dei farmacisti, in linea con un significativo aumento, a detta dell'84% dei farmacisti, di richieste di consigli e consulenze da parte della popolazione.
È una soddisfazione, credo, per ogni farmacista. Ed è una grande responsabilità.
Sarei anche curiosa, forse con una puntina di cattiveria, di poter confrontare questi dati con quelli della fiducia verso il medico che, in questo periodo di pandemia, è apparso un po’ troppo spesso latitante.
Più importante è invece chiedersi cosa serve al farmacista per mantenere e potenziare questo rapporto preferenziale con il cittadino, e in particolare con il paziente cronico.
Forse i miei ti sembreranno suggerimenti banali, ma nella mia (lunga) esperienza sono spesso le cose considerate più ovvie quelle che vengono trascurate e su cui si finisce per cadere.
- Sì, sempre, al consiglio e al suggerimento, ma sempre con cautela, e non solo perché la legge dice di evitare ogni abuso di professione medica
- Aggiornamento costante: ci sono sempre prodotti nuovi e nuove scoperte
- Estrema attenzione alla politerapia (praticamente ogni paziente con patologia cronica è in politerapia) e ancor più cautela nel suggerire integratori alimentari e fitoterapici
- Confesso che nonostante i tanti anni di esperienza e le tante attenzioni io ho fatto, fortunatamente per me stessa, un paio di stupidaggini
- Ottimizzare costantemente la comunicazione:
il paziente-cliente è sempre più stressato e disattento, quindi per capire e farsi capire servono competenze comunicazionali notevoli.
Io, nel mio piccolo, cerco di dare un contributo.