Caregiver senza limiti

Conosci la storia della rana bollita?

Mettendo una rana in una pentola di acqua bollente, la rana schizza fuori velocissimamente, ma se la rana viene messa in una pentola di acqua fredda che viene riscaldata lentamente fino ad ebollizione, la rana si adatta fino a non avere più la forza di reagire, e finisce bollita.

È quello che accade a molti caregiver, soprattutto alle donne che si prendono cura di un coniuge più anziano e con patologie degenerative.


Per molte donne accogliere e accudire è naturale. Poi si invecchia.

  • Spesso i marito hanno diversi anni in più. Spesso l’uomo vive male l’invecchiamento, la pensione, l’indebolimento del fisico.
  • I figli, se ci sono, crescono, se ne vanno, hanno una vita, un lavoro. A moltissime mamme non passa neanche per la testa di farsi aiutare dai figli: sono loro, le mamme, quelle che aiutano.
  • Poi arrivano diagnosi antipatiche, malattie debilitanti a cui si aggiungono demenza, Alzheimer.
  • Si riconoscono i primi segni, qualche sintomo.

Ce la faccio, ce la posso fare. Ha bisogno di me. Mi cerca costantemente. Non vuole stare solo. Rifiuta la badante, ma io riesco a seguirlo.

Tutte frasi che ho sentito innumerevoli volte, e spesso le ho dette anch’io.


All’inizio magari si trova qualche medico meraviglioso, qualche farmaco efficace. Qualche lieve miglioramento fa sperare in una guarigione. Beh, razionalmente sappiamo bene che è solo una tregua, ma inconsciamente speriamo che quella persona con cui abbiamo passato decine di anni, belli e brutti, ma insieme, possa riprendersi, tornare.

Ed ecco la rana pronta a bollire. Perché quando la temperatura dell’acqua comincia a salire non si abbasserà più.


Passano mesi, anni. Aumenta la stanchezza, c’è qualche sprazzo di depressione. La situazione è invariata, o peggiora.

La temperatura dell’acqua sale, e si comincia a bollire.

E poi tutto sembra finire.

Non è così, perché quell’inevitabile decesso ci trova talmente stanche da non riuscire a trovare le energie per metabolizzare il lutto.

Le persone che ci vogliono bene pensano che, ora, possiamo riprendere il filo della nostra vita. Ma solo dopo mesi ci accorgiamo che eliminare gli effetti della bollitura non è né semplice, né rapido.


Ogni volta che sento amiche in queste situazioni, o che lavoro in uno dei percorsi di mentoring con qualcuno che è in questa situazione, cerco di far passare un principio fondamentale:

è quando la temperatura dell’acqua comincia a salire che dobbiamo spegnere il fuoco. Possiamo farlo solo noi.

E il seguito, alla prossima puntata.

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Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente non esprima dubbi e perplessità al medico, ma venga poi a “sfogarsi” in farmacia. In questi casi non possiamo né entrare nel merito della terapia, né fornire alternative, ma non possiamo neanche liquidarli dicendo “ faccia quello che le ha detto il medico ”. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Basta davvero poco per aiutarli a recuperare fiducia nelle terapie prescritte dal medico! Ecco alcuni esempi e la definizione tecnica del tipo di frase suggerita Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un cliente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultat i Lettura del pensiero: Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì ! Lettura del pensiero: Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia imposta ta
Autore: Carla Fiorentini 3 maggio 2026
Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche, spesso in forma di domanda, la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente, pur non esprimendo dubbi o perplessità in maniera chiara, si mostri dubbioso, o sia chiaramente bisognoso di incoraggiamento. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un paziente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultati Lettura del pensiero : Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì! Lettura del pensiero : Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia impostata La parte di teoria è abbastanza semplice, ma poi è l'abilità del medico a scegliere la frase adeguata a qullo specifico paziente in quel particolare momento
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