Soft skills, saper essere e insegnare

Nella ricerca della saggezza il primo stadio è il silenzio, il secondo l’ascolto, il terzo il ricordo, il quarto la pratica, il quinto l’insegnamento. Salomon IBN Gabirol 

La Kabbalah, uno degli antichi testi sacri dell'umanità, identifica nell'insegnamento una tappa importante per la crescita personale: come afferma Salomon IBN Gabirol (un poeta ebreo vissuto in Spagna intorno all'anno mille, e presumibilmente anche un cabalista) l'insegnare è un costante percorso di apprendimento in cui i risultati che il maestro ottiene per se stesso sono probabilmente superiori a quelli che raggiunge per l'allievo.

E poi, l'obiettivo è che l'allievo, a sua volta, superi il maestro.


Solo in questo percorso di crescita costante possiamo sperare in un mondo che migliora se stesso, con il contributo di tutti.

La realtà in cui viviamo immersi è spesso ben diversa!

Eppure è proprio in questa nostra epoca, in cui troppo spesso abbiamo l'impressione che ognuno pensi per sé, che i valori siano totalmente spariti, che un numero sempre crescente di persone va alla ricerca di crescita personale.


Il nostro non è un tempo di religione, ma di religiosità, di spiritualità che non vaga verso il trascendente, ma verso lo sviluppo interiore. E questo mi sembra un segnale estremamente positivo.


Imparare le soft skills significa intraprendere un viaggio di sviluppo personale che, fortunatamente, non termina qui e non finirà mai.

Talvolta ci si stanca lungo la via, bisogna sostare un attimo, ma poi si riprende il cammino, ciascuno con il proprio passo e il proprio tempo.

Insieme abbiamo percorso un tratto di strada, e spero che il mio supporto ti sia stato utile.

Per ora grazie, e a presto

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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