Mi prendi in giro?

Dedicato a tutti coloro che fanno fatica ad accettare i complimenti

Storia
Penultimo anno delle superiori.
Buongiorno. Oggi vi ho portato il compito in classe di italiano corretto. Ciascuno troverà le correzioni, il voto e un commento. Ma per prima cosa vorrei leggere a tutti il compito di Valeria, ovviamente se Valeria lo permette, perché è davvero eccezionale.
Valeria, un’adolescente un po’ timida e impacciata, abbassa la testa e borbotta
Prof, faccia un po’ come le pare.
Terminata la lettura, la professoressa ripete i complimenti. Gli studenti hanno gli occhi lucidi. Valeria, nell’ultimo banco, è sempre più imbarazzata. Il tema è davvero straordinario e, spontaneamente, parte un applauso.
E Valeria manda tutti al diavolo e scappa dell’aula piangendo.
La professoressa pensa di aver capito cosa sia successo, e perché. Raccomanda a tutti il silenzio e segue Valeria.

Domande
  • Tu cosa pensi che sia successo, e perché?
  • Cosa può dire la prof. a Valeria per aiutarla?
Risposte
Tu cosa pensi che sia successo, e perché?
Chiaramente Valeria si è sentita in imbarazzo e le emozioni hanno avuto il sopravvento, ma questo non motiva la reazione di mandare tutti al diavolo.
Il motivo potrebbe essere che Valeria non crede ai complimenti della professoressa e dei compagni, e invece di sentirsi gratificata, si è sentita umiliata e presa in giro. Non è raro che questo accada.
Di solito si tratta di persone che hanno sviluppato un fortissimo referente interno: loro sono gli unici giudici del loro lavoro. La conseguenza può quindi essere che i complimenti non vengono accettati, e vengono addirittura considerati una presa in giro.
Cosa può dire la prof. a Valeria per aiutarla?
Mi rendo conto che hai difficoltà ad accettare i complimenti, e forse non credi che siano sinceri. A volte può capitare che qualcuno cerchi solo di lusingarti, ma non in questo caso: il tuo tema era davvero straordinario e i tuoi compagni l’hanno apprezzato quanto me. Se rifiuti un complimento sincero, stai dicendo a chi te lo fa che per te non conta, che non ti fidi di lui, o di lei. Pensa a quando tu fai dei complimenti: ti piace che vengano accettati. Fidati del tuo giudizio, e continua ad essere perfezionista come sei, ma impara anche ad accogliere le belle parole di chi ti vuole bene.

Autore: Carla Fiorentini 1 febbraio 2026
La programmazione neurolinguistica identifica 4 posizioni percettive: parliamo della terza
Autore: Carla Fiorentini 25 gennaio 2026
Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
Autore: Carla Fiorentini 25 gennaio 2026
Il mondo sta cambiando, e cambierà.
Autore: Carla Fiorentini 21 dicembre 2025
Il Natale è un invito
Autore: Carla Fiorentini 21 dicembre 2025
Trova un’altra sedia e allunga il tavolo
Autore: Carla Fiorentini 14 dicembre 2025
Durante questo 2025 mi sono chiesta più volte se avevo sbagliato qualcosa nell’interpretare l’I Ching per l’anno. Poi mi sono chiesta se c’era qualcosa che non avevo capito.
Autore: Carla Fiorentini 7 dicembre 2025
La comunicazione è cambiata, tanto, negli anni…
Autore: Carla Fiorentini 30 novembre 2025
La programmazione neurolinguistica identifica 4 posizioni percettive: parliamo della seconda
30 novembre 2025
Sanità che cambia
Autore: Carla Fiorentini 29 novembre 2025
La diagnosi di una malattia grave dà inizio ad un vero viaggio dell’eroe.
Show More