L’unica costante

Ho un’età in cui, ogni tanto, serve guardarsi indietro e fare dei bilanci per poter andare avanti.

Oggi va così, alla ricerca di qualcosa, di me, che è talmente radicata ne profondo da poter dire che fa parte della mia identità.

Ho sempre difficoltà a definirmi, a dichiarare un’identità: tanti i cambiamenti, poche le certezze, e lo sguardo sempre rivolto all’essenziale. Il non essenziale, anche se fondamentale, ha sempre provveduto il destino a toglierlo dalla mia vita.

Ho dovuto fare, sempre, i conti con quello che c’è, imparare a vivere senza quello che spariva, persone, cose, situazioni.

Sto imparando a vivere senza Francesco, consapevole che il Francesco che ho amato e sposato mi era già stato tolto, nell’essenza, anni fa, ma potevo cercarlo in piccoli gesti quotidiani. Oggi è solo nei ricordi.

Tempo di bilanci, dunque.

Professionalmente le definizioni possono spaziare da manager di grandi aziende, consulente, coach, scrittrice, mentore, formatrice, insegnante…

Tutte attività svolte e che fanno parte di me.

Oggi, forse, le attività di coach, mentore e insegnante sono predominanti, forse.

Eppure non posso dire, come leggo dichiarare da tanti che operano nell’ambito delle relazioni di aiuto, che amo aiutare gli altri.

L’aiuto che posso dare, e che spesso è supporto, è quasi un effetto conseguente a ciò che sono e che amo fare.

La mia realtà è nel video allegato: credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani.

Questa è la mia costante, la parte di me immutata in tanti anni.

Persino durante l’adolescenza avevo difficoltà di appartenenza, di far parte dei gruppi e compagnie, conseguenza dei problemi infantili. Ma facevo facilmente amicizia.

Prediligo le amicizie profonde alle quattro chiacchiere tra conoscenti. Sto bene da sola, e amo il tempo passato con persone vere.

Questo, indubbiamente, mi aiuta quando opero come coach o come mentore, e anche quando insegno.

Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani.

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Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente non esprima dubbi e perplessità al medico, ma venga poi a “sfogarsi” in farmacia. In questi casi non possiamo né entrare nel merito della terapia, né fornire alternative, ma non possiamo neanche liquidarli dicendo “ faccia quello che le ha detto il medico ”. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Basta davvero poco per aiutarli a recuperare fiducia nelle terapie prescritte dal medico! Ecco alcuni esempi e la definizione tecnica del tipo di frase suggerita Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un cliente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultat i Lettura del pensiero: Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì ! Lettura del pensiero: Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia imposta ta
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