Il metaprogramma Referente interno – esterno nella relazione con lo studente

Come il metaprogramma Referente interno – esterno può essere utile nella relazione con lo studente

Proseguiamo nell’analisi dei metaprogrammi, un concetto di PNL.
Relativamente al metaprogramma Referente interno o esterno abbiamo esaminato la teoria, il test per determinare quale è preponderante e un esercizio per aumentare la flessibilità. Ora vediamo come può influenzare la relazione tra insegnante e studente.
  • Ci sono persone che necessitano dell’approvazione degli altri (referente esterno), ci sono persone che sono gli unici giudici di se stessi e delle proprie azioni (referente interno).
Parlando di studenti bisogna tener conto del valore del gruppo. Il referente esterno può infatti essere un adulto, generalmente un membro della famiglia, un insegnante o il gruppo di coetanei o, spesso, il leader del gruppo di coetanei. 
  • E, spesso, è negli anni scolastici che si dovrebbe generare l’equilibrio o la flessibilità tra referente interno e referente esterno.
In gioventù, e in particolare nell’adolescenza, lo sviluppo o il bisogno di un referente interno è spesso correlato ad un elemento di ribellione, al bisogno dell’auto-affermazione o, in situazioni più difficili da gestire, a delusioni e rifiuti da parte di colui che era il referente esterno.
  • Il ragazzo che non percepisce stima o rispetto da parte dei genitori può aggrapparsi all’insegnante, al gruppo, o sviluppare, ribellandosi, un fortissimo referente interno.
  • Il ragazzo che necessita di un referente esterno e non riesce a farne a meno diventerà un adulto molto fragile, sempre sottomesso al giudizio altrui.
Non vado oltre: come avete sicuramente compreso entriamo nell’ambito della psicologia e dello sviluppo armonico o disarmonico della personalità, ma ritengo sia importante che l’insegnante sia consapevole dell’importanza di questo metaprogramma e aiuti ciascun studente a trovare quel giusto equilibrio e, soprattutto, quella flessibilità che consente da una parte l’autonomia decisionale (referente interno) e dall’altra il tener conto delle opinioni altrui (referente esterno).

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Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente non esprima dubbi e perplessità al medico, ma venga poi a “sfogarsi” in farmacia. In questi casi non possiamo né entrare nel merito della terapia, né fornire alternative, ma non possiamo neanche liquidarli dicendo “ faccia quello che le ha detto il medico ”. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Basta davvero poco per aiutarli a recuperare fiducia nelle terapie prescritte dal medico! Ecco alcuni esempi e la definizione tecnica del tipo di frase suggerita Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un cliente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultat i Lettura del pensiero: Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì ! Lettura del pensiero: Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia imposta ta
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