I buoni propositi
Ci sono momenti dell’anno in cui viene istintivo guardare avanti, fare progetti. Ed ecco alcuni suggerimenti per ottenere il massimo.

Talvolta viene naturale sognare ad occhi aperti programmi, progetti, cambiamenti. Uno dei momenti costruttivi è, di solito, il passaggio tra un anno e l’altro: c’è quasi una spinta che ci obbliga ad andare oltre la routine quotidiana.
Ma ben pochi dei sogni o progetti fatti trova poi spazio nella realtà, presi come siamo dalla frenesia del giorno per giorno. Eppure queste giornate di creatività costruttiva andrebbero sfruttate: molte delle idee che ci frullano in testa possono davvero essere utili ed efficaci.
C’è qualcosa che possiamo fare?
Ovviamente sì, e non è neanche molto difficile.
I momenti di anelito creativo, di ideazione del cambiamento, sono spesso giornate fisse durante l’anno, come se arrivassimo a degli appuntamenti.
Per me, ad esempio, sono i giorni intorno al mio compleanno, o quando inizia un nuovo anno, o ancora il giorno dell’anniversario della morte di mia madre: giornate in cui, istintivamente, siamo più riflessivi.
- In questi periodi è bene girare con un notes in tasca, dove segnare le idee che arrivano, anche se frammentarie o se vi sembrano irrealizzabili.
- Poi prendetevi un momento tutto per voi e rielaborate le idee, formulandole in maniera più concreta. Qualcosa, inevitabilmente, verrà eliminato: fate però attenzione a non fare una selezione basandovi solo sulla paura del cambiamento sul timore di non farcela. Fate in modo che le vostre scelte siano basate sul desiderio, non sulla fifa.
- E poi, per ciascuna delle idee che vi piacciono, identificate un primo passo per realizzarle: basta un passo piccolissimo, un semplice inizio del percorso.
E infine iniziate a realizzare quel primo passo: vedrete che tutto diventerà molto più semplice e concreto.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






