Siamo sempre più bersagliati da notizie e informazioni. E, in questa marea di dati, spesso spetta a noi distinguere tra fatti e opinioni.
Non è mia intenzione entrare in merito alle discussioni, spesso polemiche, sull’informazione. Ma la distinzione tra fatto e opinione è fondamentale nella comunicazione. Due esempi tra i più importanti:
- la descrizione del processo di ascolto attivo mette al primo punto “distinguere tra fatti e opinioni”
- il raggiungimento di un obiettivo è valido solo se misurato in base a un fatto: le opinioni non contano.
E allora come distinguere tra fatti e opinioni?
- Un fatto accade o è accaduto. È concreto, verificato e verificabile.
- Un’opinione è un’idea, un punto di vista soggettivo.
Chiaro?
In realtà non tanto.
- Essere stanchi è un fatto o un’opinione?
- E aver fame o sete?
- Viaggiare è un fatto o un’opinione?
Esiste un modo sicuro per distinguere fatti e opinioni?
Esiste!
- Essere stanchi è un’opinione. Anche aver fame, o sete. Mangiare o bere è, invece, un fatto.
- Viaggiare è in’opinione, ma prendere il treno o salire su un aereo è un fatto.
Dov’è la differenza?
Sostanzialmente ciò che può essere fotografato o disegnato è un fatto,
tutto il resto è opinione.
Non posso disegnare la sensazione di fame, o di sete, ma posso fotografare una persona mentre mangia o beve.
Così come posso fotografare un individuo che sale su un aereo, o mentre è sul treno.
È più chiara la distinzione, ora?
E, detto questo, riportata fedelmente la teoria, segue necessariamente una raccomandazione.
I fatti, fotografabili o disegnabili, non sono più "veri" delle opinioni, anche se sono più facilmente verificabili e misurabili. Non cadete negli inganni!