A casa tutti bene?
Stili sociali – paziente espressivo

Storia
- Buon giorno, dottore. Come sta?
Il paziente traboccava energia e cordialità. Certo, era mio paziente da anni, ma come sempre non vedevo motivo per tutta quella confidenza.
- Buon giorno a Lei. Mi dica.
- Sono venuto per farle vedere le analisi di controllo. A me sembra che vadano bene. Ho chiesto anche il parere di mio cugino, quello che è medico in Francia. Si ricorda? Vi siete conosciuti a un congresso.
- Che bella famiglia ha lei, dottore. Guardavo la foto sulla scrivania. Certo, i ragazzi ormai saranno grandi. Studiano ancora? Vanno all'università?
Effettivamente le analisi andavano bene, ma era opportuno continuare la terapia.
Domande
- Indipendentemente dalla situazione clinica, che come sempre è totalmente inventata, e non ci interessa, a questo paziente prescrivereste la stessa terapia o una diversa? E perché?
Risposta
A questo paziente prescrivereste la stessa terapia o una diversa? E perché?
Il paziente manifesta le caratteristiche di uno stile sociale espressivo.
In base a queste caratteristiche è opportuno, quando è possibile, evitare terapie ripetitive, e prescrivere invece sempre “l’ultima novità”.
Chi ha stile sociale espressivo, infatti, ama sentirsi al centro dell’attenzione, è espansivo, energico, ama coinvolgere ed essere coinvolto, fino al punto di far domande di carattere personale.
È sensibile al tema dell’innovazione, ama le novità; la sfida, il successo e ogni slogan o affermazione d’effetto. A fronte di una terapia ripetitiva rischia di perdere attenzione e ridurre la compliance, mentre proponendogli una terapia innovativa, magari suggerendo che volete il suo parere, massimizzate la sua partecipazione.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






