Ora verde

Uso delle ancore

Storia
  • Buon giorno
  • Buon giorno maestra!
  • Ho pensato che oggi cominciamo con l’ora verde. Tre minuti per prepararvi! 
In un attimo tutti gli alunni aprono la cartella, tirano fuori il materiale e si rimettono a posto guardando la maestra, in attesa

Domande
  • Cosa potrebbe essere successo? E perché?
Risposte
Cosa potrebbe essere successo? E perché?
Evidentemente la maestra utilizza i colori come una sorta di ancora: i bambini associano, in questo caso ad un colore, una determinata attività, con conseguente specifico materiale didattico e relativo comportamento da parte loro.
  • In Programmazione neurolinguistica le ancore sono stimoli sensoriali a cui vengono automaticamente collegati stati d’animo. Le ancore possono essere spontanee (una canzone, un’immagine, che riportano ad una situazione vissuta), ma possono anche essere indotte attraverso l’ancoraggio. 
Dal punto di vista scientifico il meccanismo di ancoraggio (creazione delle ancore) è simile allo stimolo pavloviano che si studia in fisiologia, ma con alcune importanti differenze. 
In questo caso più che di un vero e proprio ancoraggio si tratta di una convenzione condivisa dal gruppo, che, usata ripetutamente facendo ripetere più volte l’esperienza, diventa simile ad un’ancora. 
Possono essere usati, come nel caso specifico, dei colori: al rosso corrisponde il momento di spiegazione, al verde il disegno, al blu le interrogazioni e così via. Ma potrebbero anche essere usati degli spazi, creando l’angolo del disegno, o tutti voltati verso la lavagna quando la maestra spiega, e tutti verso la finestra quando si fanno i compiti, …

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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