Ho bisogno di me

Strane sensazioni, quasi confusione, nella vita del paziente, del caregiver

Ci sono momenti di strane sensazioni, quasi di confusione, nella vita del paziente, del caregiver, ed anche in quella di chiunque. Provo ad esaminare questi momenti e a trovare suggerimenti.

Ci sono giornate con emozioni strane, mescolate tra loro, talvolta contrastanti.

Un pizzico di malinconia, una punta di irritabilità, confusione, tante incertezze… ma cosa mi sta succedendo?

Ti riconosci in questo coacervo di emozioni?

Può succedere a chiunque, e può capitare sia al paziente che al caregiver.

È un sensazione di malessere diffuso, ma questa volta non riguarda gli acciacchi dell’età e neanche una strana sintomatologia legata alla malattia. Eppure è, in qualche modo, simile a quella sensazione che si ha come prodromo di un’influenza.

Sì, è una specie di influenza dell’anima.

Se fosse un’influenza fisica, del corpo, prenderesti un’aspirina, vero? Ma… esiste l’aspirina dell’anima?

Sì, esiste, e non è poi così difficile trovarla. Però è qualcosa di diverso da quello che, fin troppo spesso, facciamo in queste situazioni.

Quando ci sentiamo così, confusi, irritabili, incerti, spesso ci lamentiamo con gli amici, oppure cerchiamo distrazioni di vario genere. Qualcuno brontola, bisticcia, giusto per sfogarsi. 

Eppure quelle strane sensazioni hanno una risposta ben precisa, quasi sempre valida: hai bisogno di te.

Per una serie di ragioni tendiamo sempre a cercare risposte e soluzioni al di fuori, imputiamo le nostre emozioni, felici o infelici, a qualcosa di esterno a noi: una persona, una situazione, un avvenimento…

Ti sarai accorto che nei momenti come quelli descritti è davvero difficile aspettarsi soluzioni dall’esterno e persino cercare colpevoli esterni è un gioco di prestigio poco efficace.

In pratica quel coacervo di emozioni ti sta dicendo che hai bisogno di te.

Che fare, adesso?

Per la mia esperienza la soluzione migliore in questi periodi è la meditazione, in qualunque forma. Però non sempre è facile meditare in momenti come questi, persino per me che medito quasi tutti i giorni da quasi 40 anni.

Ci sono altre possibili strade. Una passeggiata, calma, in mezzo alla natura è un ottimo supporto se fatta da soli, o con il cane. Rileggere un libro che ami particolarmente aiuta.

O, ancora, un semplice esercizio:

  • vai a letto, rilassati, respira profondamente e, quando ti senti rilassato, bevi mezzo bicchiere d’acqua che, poi, lasci sul comodino, e pensa ai tuoi dubbi, senza ansia.
  • Al mattino, appena sveglio, senza parlare con nessuno, bevi l’acqua rimanente e rimani qualche momento in silenzio e in ascolto profondo. 

Con questo esercizio io trovo sempre risposte, anche se non sempre sono quelle che desideravo.

La cosa più importante è acquisire la consapevolezza che tutta quella confusione ti sta semplicemente segnalando che hai bisogno di te, di dedicarti tempo e attenzioni.


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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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