News luglio 2021 Lasciar andare e lasciar arrivare
Chiudere, e non guardare indietro

Forse non te ne sei neanche accorto: non ho pubblicato le news del mese di giugno. Ero indaffarata… Per essere più precisi ero in ospedale: peritonite, a coronamento di un periodo buio, complesso.
È successo di tutto, e mi è letteralmente scoppiata la pancia.
Luglio è stato il mese delle chiusure. Chiusa l’esperienza ospedale, anche se la mia convalescenza non è stata proprio ortodossa, finito il trasloco e chiusa la mia storia d’amore con la casa in campagna. Sto finendo di metabolizzare quanto è accaduto.
È importante che metabolizzino tutti e tre i cervelli: ho appena imparato, in maniera un po’ brutale, che trascurarne uno può avere conseguenze sgradevoli.
- La testa ha riflettuto e dato un senso a ciò che mi è successo.
- La pancia sta ancora digerendo, ma va meglio.
- Il cuore ha alti e bassi, e sta rimarginando le ferite.
Non ho fretta: l’ importante è che il processo di elaborazione, e di guarigione, sia iniziato.
Sto lasciando andare, come foglie che hanno portato nutrimento (talvolta amaro) e ora si sono seccate. Devono staccarsi affinché possano crearsi nuovi germogli.
Materialmente sto riprogrammando le mie attività che sono state completamente bloccate per oltre sei settimane. Sono più lenta del solito, e questo un po’ mi spiazza: la voglia di fare è tanta!

La definizione di “ relazione di aiuto ” nasce nel 1951 quando Carl Rogers nel 1951 specificò che si tratta di " una relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato e integrato ”. Carl Rogers è il fondatore del counseling . C’è spesso confusione tra relazione educativa e relazione di aiuto ma la confusione, a mio avviso, nasce in buona parte dal fatto che chi molto di quanto è stato scritto per argomentare le due tipologie di relazione nasce in ambito universitario e didattico, interessandosi più degli aspetti istituzionali che del lato pratico. Certamente chi educa aiuta, e chi aiuta educa , ma se ci riferiamo ad un contesto ben preciso, come quello dell’attività professionale quotidiana di un farmacista, ci sono alcune differenze molto specifiche. Ma in sostanza, serve davvero al farmacista conoscere le differenze? Il farmacista, in termini di comunicazione, svolge diversi ruoli e necessita di estrema flessibilità per passare da un ruolo all’altro o, meglio, per mettere in campo ogni volta le specifiche competenze che sono più utili. Per far meglio il proprio lavoro, o per affaticarsi meno nel farlo, è dunque utile conoscere e familiarizzare con i concetti basilari e le tecniche proprie di uno o dell’altro ruolo. Mi spiego meglio. Il farmacista vende . Non salute, ma prodotti. Le tecniche di vendita gli servono dunque per vendere meglio e anche per acquistare meglio, o saper controbattere ai venditori che incontra. Il farmacista consiglia . Il farmacista supporta il paziente e il medico per ottenere la massima adesione alle terapie. Il farmacista ha un importante ruolo sociale per migliorare salute e qualità di vita della popolazione. Le cose si complicano. Le tecniche di vendita non servono più, e in realtà non servono nemmeno quando il farmacista vuole passare dal puro atto di vendita alla più redditizia fidelizzazione del cliente. Ipotizziamo tre diverse situazioni, molto comuni nell’attività quotidiana. Il cliente presenta una prescrizione medica un po’ complessa e chiede aiuto per meglio comprendere e ricordare la posologia e la durata della terapia. In questo caso è ottimale far ricorso a tecniche di coaching , strumenti finalizzati al raggiungimento di uno specifico obiettivo. Il cliente ha un problema, non sa che fare, vuole suggerimenti e consigli, non sa neanche se andare dal medico o no. È preoccupato, ma confuso. È la classica situazione della relazione di aiuto. Il cliente ha un problema di salute. È sotto controllo medico, ma ha letto su qualche sito un po’ di tutto, sa che deve modificare il suo stile di vita o la sua alimentazione. Qui il farmacista passa al ruolo di educatore sanitario : chiarisce i dubbi, elimina le sciocchezze, fornisce suggerimenti. Ma quali sono le tecniche, le regole del gioco nei diversi ruoli? Un po’ di pazienza …







