Il viaggio dell’eroe e la salute
Portata a termine un’altra serata del ciclo Gestire le esperienze difficili

Eravamo davvero tanti nella serata del 4 giugno, dedicata a Il paziente e l’eroe,
il viaggio dell’eroe in ambito salute. È andato tutto bene, ma non vi dico quanto ho sofferto nel non potervi vedere, comprendere le vostre reazioni e persino nell’indispensabile porre limiti a quel dialogo che in aula sarebbe sicuramente stato più intenso e scorrevole.
Il viaggio dell’eroe nella gestione delle esperienze, e in particolare nella gestione della malattia, propria o di persone che amiamo, è uno dei miei argomenti preferiti, probabilmente perché mi è stato infinitamente utile nella mia gestione sia della mia malattia, sia quando dovevo affrontare il viaggio come amica o parente di qualcuno con problemi di salute.
E poi ora, con questo Covid, credo che il viaggio dell’eroe sia un meraviglioso sostegno per far sì che l’avventura che stiamo vivendo, e che è decisamente scomoda, possa diventare un’esperienza di apprendimento e cambiamento positivo.
La prossima puntata, l’ultima con PNL Evolution, del ciclo Gestire le esperienze difficili, sarà il 18 giugno, sempre dalle 19:00 alle 21:00.
Io però proseguirò a trattare l’argomento della gestione delle esperienze, con diverse sfaccettature, con altri corsi, altre avventure. È un compito che mi sono assunta, che mi piace e che credo sia utile.
Alla prossima puntata!

La definizione di “ relazione di aiuto ” nasce nel 1951 quando Carl Rogers nel 1951 specificò che si tratta di " una relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato e integrato ”. Carl Rogers è il fondatore del counseling . C’è spesso confusione tra relazione educativa e relazione di aiuto ma la confusione, a mio avviso, nasce in buona parte dal fatto che chi molto di quanto è stato scritto per argomentare le due tipologie di relazione nasce in ambito universitario e didattico, interessandosi più degli aspetti istituzionali che del lato pratico. Certamente chi educa aiuta, e chi aiuta educa , ma se ci riferiamo ad un contesto ben preciso, come quello dell’attività professionale quotidiana di un farmacista, ci sono alcune differenze molto specifiche. Ma in sostanza, serve davvero al farmacista conoscere le differenze? Il farmacista, in termini di comunicazione, svolge diversi ruoli e necessita di estrema flessibilità per passare da un ruolo all’altro o, meglio, per mettere in campo ogni volta le specifiche competenze che sono più utili. Per far meglio il proprio lavoro, o per affaticarsi meno nel farlo, è dunque utile conoscere e familiarizzare con i concetti basilari e le tecniche proprie di uno o dell’altro ruolo. Mi spiego meglio. Il farmacista vende . Non salute, ma prodotti. Le tecniche di vendita gli servono dunque per vendere meglio e anche per acquistare meglio, o saper controbattere ai venditori che incontra. Il farmacista consiglia . Il farmacista supporta il paziente e il medico per ottenere la massima adesione alle terapie. Il farmacista ha un importante ruolo sociale per migliorare salute e qualità di vita della popolazione. Le cose si complicano. Le tecniche di vendita non servono più, e in realtà non servono nemmeno quando il farmacista vuole passare dal puro atto di vendita alla più redditizia fidelizzazione del cliente. Ipotizziamo tre diverse situazioni, molto comuni nell’attività quotidiana. Il cliente presenta una prescrizione medica un po’ complessa e chiede aiuto per meglio comprendere e ricordare la posologia e la durata della terapia. In questo caso è ottimale far ricorso a tecniche di coaching , strumenti finalizzati al raggiungimento di uno specifico obiettivo. Il cliente ha un problema, non sa che fare, vuole suggerimenti e consigli, non sa neanche se andare dal medico o no. È preoccupato, ma confuso. È la classica situazione della relazione di aiuto. Il cliente ha un problema di salute. È sotto controllo medico, ma ha letto su qualche sito un po’ di tutto, sa che deve modificare il suo stile di vita o la sua alimentazione. Qui il farmacista passa al ruolo di educatore sanitario : chiarisce i dubbi, elimina le sciocchezze, fornisce suggerimenti. Ma quali sono le tecniche, le regole del gioco nei diversi ruoli? Un po’ di pazienza …







