Il patto di fiducia

La nostra vita, e il nostro ben-essere, sono fortemente influenzati dai patti di fiducia.

Nel mio costante tentativo di comprendere il mondo e le persone che mi circondano sono giunta a spiegarmi molte cose rendendomi conto che viviamo in un tempo in cui sono stati infranti molti dei patti di fiducia essenziali per una vita felice.

Il patto di fiducia è un vero fondamento della nostra vita. Raramente codificato, il patto di fiducia è implicito. Rispettarlo significa crea sicurezza e benessere. Infrangerlo è un atto grave. Ricostruirlo, se spezzato, è quasi impossibile.

  • Il primo patto di fiducia della nostra vita è quello tra genitori e figli: impone la cura da parte dei genitori e il rispetto da parte dei figli.
  • In ambito familiare c’è poi il patto tra coniugi: è fragile, e forse per questo regolamentato anche da contratto, e quello familiare, che riguarda tutti coloro che includiamo nel concetto di famiglia e, spesso, comprende alcuni amici.
  • C’è il patto di fiducia scolastico, quello tra insegnanti e alunni (e quello tra insegnanti e genitori).
  • E poi ci sono quelli relativi alla salute, tra medico e paziente o, per essere più precisi, tra terapeuta e paziente, e quello tra farmacista e paziente.
  • Infine non va dimenticato il patto di fiducia tra cittadino e governo, declinabile a tanti livelli.

Ciascuno dei patti di fiducia che ho identificato è, secondo me, essenziale per una vita serena, per relazioni sane, per un’evoluzione personale costante.

Ogni patto di fiducia va esplorato, declinato, analizzato, chiarito: intendo approfondire. Ciascuno può farlo per sé, o possiamo ampliare lo sguardo alla società.

La mia, personalissima, impressione è che in questo nostro tempo presente quasi tutti i patti di fiducia siano alterati, o frantumati, e che questo possa aiutare a spiegare i motivi del malessere generale.

Per quanto mi riguarda ritengo sano e rispettato il patto di fiducia familiare, includendo alcuni amici, mentre quello con mio padre ha subito forti scossoni, che ormai appartengono al passato.

Mi sento, invece, demoralizzata relativamente ai patti di fiducia in ambito salute, pur con qualche eccezione, come il mio medico di base, che non finirò mai di ringraziare.

Infine sento una fortissima delusione e mi sento davvero tradita per il patto di fiducia con il governo, praticamente a tutti i livelli.

Ti racconterò perché, e mi piacerebbe sapere il tuo pensiero.

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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