Felice 2025
Riflessioni e auguri per il nuovo anno

Se hai già letto gli oroscopi, o guardato il mio video sulle previsioni dell’I Ching, hai già scoperto che il 2025 è un anno pieno di promesse e positività.
Possiamo sperare, accontentarci, fare progetti (anche ambiziosi), e attendere che il nuovo anno realizzi sogni e desideri.
Quasi quasi non serve neanche farti gli auguri…
E invece no: gli auguri servono sempre e in particolare proprio per questo 2025, che sembra così promettente.
Io mi auguro, e ti auguro… coraggio.
- Ti auguro il coraggio di essere umano, in questo mondo che sembra premiare solo i bulli.
- Ti auguro il coraggio di sognare, in una società che parla solo di obiettivi concreti e, spesso, economici. Il soldi servono, ma sono un mezzo, non un fine.
- Ti auguro il coraggio di guardarti dentro, di conoscerti a fondo, e di accogliere tutto ciò che sei: il coraggio di volerti bene, sempre
- Ti auguro il coraggio di essere libero, di cercare la tua strada, anche sbagliando, senza cercare di soddisfare ciò che genitori, figli, amici, capi, vogliono che tu sia
- Ti auguro il coraggio di amare senza condizioni, e di lasciare senza riserve chi ti impone condizioni per amarti (quello non è amore)
- Ti auguro il coraggio di lasciare andare, non perché il decluttering è di moda (ma non si chiamava buttar via ciò che non serve?) ma perché è tempo di ridurre i pesi che porti sulle spalle
- Ti auguro la forza di essere gentile, accogliente, compassionevole, in un mondo che chiama tutto ciò buonismo con disprezzo
- Ti auguro il coraggio di non odiare, in questa società che fa dell’odio un punto di forza, e dell’amore una debolezza
A volte serve coraggio per vivere, per andare avanti, coraggio per essere umani.
Ti auguro coraggio in questo 2025, per essere felice, per amare, per coltivare la speranza e scegliere, sempre la luce.
Felice 2025

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






