L’eroe e il paziente

Carla Fiorentini – L’eroe e il paziente – Youcanprint editore 2018

Il viaggio dell’eroe è un potente strumento di crescita personale. Fonte di ispirazione per libri e film, più recentemente è stato proposto come efficace mezzo di management e gestione delle persone e del cambiamento.

Questo testo racconta un viaggio un po’ speciale, quello che il paziente inizia con la diagnosi di una malattia grave, quando la salute del corpo non è più una cosa scontata.

Basta passare qualche ora in un day hospital, nella sala d’attesa per la chemioterapia, e gli archetipi del viaggio dell’eroe sono tutti presenti e riconoscibili. Ogni paziente compie il suo viaggio dell’eroe, sostando più o meno a lungo nelle diverse tappe, e durante il percorso la malattia diventa fonte di apprendimento e crescita personale.

Ed ecco che il viaggio dell’eroe può diventare un aiuto nella gestione del paziente, affinché l’atto terapeutico possa essere completo, per ottenere la positiva partecipazione del paziente, per curare la persona oltre alla malattia.

Il testo è scritto come supporto e riflessione per tutti coloro che, come terapeuti o familiari, sono vicini a pazienti con gravi patologie, al fine di comprendere meglio il malato e il vissuto della malattia.

Ho scelto una versione breve del viaggio dell’eroe, con un numero ridotto di archetipi, sufficiente per comprendere le tipologie e contemporaneamente facile da seguire anche per i non esperti dell’argomento. Il libro comprende il racconto del viaggio dell’eroe come schema e guida di gestione delle esperienze, poi si passa al paziente, e per ogni tipologia c’è la descrizione dell’archetipo, i criteri di identificazione del paziente e i suggerimenti per gestirlo. 
Un capitolo è dedicato al passaggio tra gli archetipi, momenti cruciali per comprendere e supportare il paziente. C’è poi un capitolo con una sintesi di alcune tecniche di comunicazione, citate nel testo e utili per chi non ha mai studiato l’argomento e, infine, i testi consigliati per approfondire. 
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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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